mercoledì 30 agosto 2017

TARI: COME OTTENERE ESENZIONI E RIDUZIONI



La TARI è la tassa comunale sui rifiuti, il cui pagamento varia in base alla superficie dell'immobile, al numero di componenti della famiglia, ma ogni anno il Comune decide, in completa autonomia, casi di riduzione o esenzione.



Tari: come richiedere l’esenzione o la riduzione

Ogni singolo Comune prevede, a seconda delle motivazioni, degli specifici moduli di domanda per richiedere esenzioni, sconti o riduzioni, disponibili all’interno del sito web dell’Ente

Esistono varie fattispecie di esenzione ma le due che andrebbero controllate presso il vostro Comune sono:

1) Riduzione del tributo ai contribuenti, utenze domestiche, che facciano uso della compostiera

In questo caso la riduzione varia da un 10% sino ad un massimo, in alcuni comuni, del 30%.
Ogni comune ha la sua validità e data di attivazione, in linea generale dal primo giorno del trimestre solare successivo a quello della presentazione di apposita istanza in cui il contribuente attesta di voler praticare in modo
continuativo il compostaggio. Questa istanza ha effetto anche per le annualità successive salvo modifiche delle condizioni ad esse sottese e fermo
l'obbligo del contribuente di dichiarare tempestivamente al Comune l'eventuale successiva cessazione di detta attività di compostaggio.
Nella compilazione del modulo alcuni comuni richiedo i dati catastali, quindi foglio, particella (o mappa) e subalterno, dove presente, è necessario per l'univoca identificazione della singola unità immobiliare;

La presentazione di detta istanza autorizza il Comune e/o il Gestore ad effettuare verifiche, anche periodiche, per accertare l'effettiva pratica del compostaggio.


 
2) Riduzione del tributo ai contribuenti, che conferiscano rifiuti in forma differenziata direttamente alle oasi di raccolta autorizzate (c.d. stazione ecologica attrezzata) e ai contribuenti, utenze non domestiche, che abbiano avviato rifiuti assimilati al recupero mediante azienda autorizzata.

Diversi Comuni prevedono l’accumulo di punti, mediante una tessera magnetica, che danno diritto a sconti sulla Tari; i punti si ottengono conferendo rifiuti ai punti di riciclo comunale. Verrà applicato, in modo autonomo, da ogni Comune, uno sconto euro/Kg ( punteggio) a rifiuto conferito, spesso variabile in base alla tipologia del rifiuto stesso (Olio, elettrodomestici, metello...).

Mentre la prima fattispecie di riduzione è ormai diffusa in quasi tutti i comuni, quest'ultima non è ancora applicata su tutto il territorio nazionale. Merita comunque informarsi presso il proprio comune.

ATTENZIONE: il termine per fare richieste di agevolazioni, riduzioni o esenzioni della Tassa sui rifiuti, è fissato per il 31/12 di ogni anno. Quindi, anche se quest’anno non lo avete fatto, potrete presentare la domanda per l’anno prossimo.

Altre riduzioni

Altre ipotesi a cui appellarsi per ottenere uno sconto sulla spazzatura:

mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti: nel caso in cui il ritiro dei rifiuti non sia fruibile, il cittadino ha il diritto di pagare una tariffa massima non superiore al 20% di quella integrale;
esecuzione del servizio di gestione dei rifiuti in grave violazione della disciplina di riferimento: anche qualora siano commesse rilevanti violazioni nell’effettuazione del servizio, sia della normativa generale, che di quella comunale, il contribuente dovrà pagare una tariffa non più alta del 20% della tariffa piena;
interruzione del servizio per motivi sindacali, o per imprevedibili impedimenti organizzativi, che abbia causato una situazione dannosa o pericolosa per l’ambiente e le persone, riconosciuta dall’autorità sanitaria: anche in quest’ipotesi, non si potrà imporre al contribuente una tariffa più elevata del 20% di quella intera;
punto di raccolta lontano dalla zona servita: laddove il punto in cui conferire i rifiuti sia collocato in una posizione non agevole rispetto all’unità immobiliare, il contribuente avrà diritto a una tariffa ridotta, pari ad un massimo del 40% rispetto a quella integrale.
abitazioni occupate da una sola persona;
    – case vacanza: si tratta di abitazioni che restano a disposizione per la maggior parte dell’anno, soggette ad un utilizzo discontinuo, limitato o stagionale;
    – immobili ad uso ricorrente: si tratta di locali ed aree scoperte soggetti ad un utilizzo periodico non continuativo ma ciclico, che può essere, ad esempio, stagionale;
    – immobili occupati da soggetti che risiedono o dimorano all’estero, per oltre sei mesi all’anno;
    – fabbricati rurali ad uso abitativo;
    – immobili detenuti da Onlus ed enti assimilabili;
    – locali di culto;
    – locali commerciali la cui attività esercitata ha subito una forte riduzione a causa dell’apertura di cantieri pubblici;
    – nuclei familiari in condizioni disagiate( PRESENTAZIONE ISEE);
    – situazioni di grave disagio per l’utenza;
    – contribuenti che smaltiscono una parte dei rifiuti in proprio, conformemente alla normativa, oppure che abbiano realizzato interventi tecnico-organizzativi comportanti una minore produzione di rifiuti (per verificare la spettanza della riduzione, però, il Comune effettuerà un’istruttoria tecnica, con la quale si escluda la preesistente obbligatorietà dell’azione del contribuente).

Tari: quando non si paga


La normativa sulla Tari esclude totalmente dalla tassa i locali e le aree inutilizzabili, poiché, dato che non possono essere fruiti in alcun modo, non possono nemmeno produrre rifiuti.

L’inutilizzabilità dell’immobile deve essere tuttavia verificabile oggettivamente: ad esempio, un locale senza collegamenti alla rete elettrica, idrica e fognaria, oppure inagibile o inabitabile, sarà esente dall’imposta, mentre un locale in cui sussistono gli allacciamenti è tassabile, anche se di fatto è inutilizzato, totalmente o per la maggior parte dell’anno.

La normativa sulla Tari esclude in modo esplicito, poi, i seguenti immobili, aree e locali dal pagamento dell’imposta:

    – locali e aree condominiali, cioè le parti del condominio che non sono utilizzate in via esclusiva (come l’androne e le scale di un palazzo);
    – aree e locali non suscettibili di produrre spazzatura in modo autonomo, come cantine, sottotetti, terrazze e balconi;
    – locali non suscettibili di produrre rifiuti per la sussistenza di situazioni particolari;
    – aree pertinenziali scoperte di locali soggetti al tributo, o accessorie a tali locali (ad eccezione delle aree scoperte operative).

Non solo la generale normativa sulla Tari può prevedere delle esenzioni, ma anche le disposizioni dei singoli Comuni. Ad esempio, possono essere esentati:

    – le aree verdi;
    – i locali e le aree in cui sono prodotti rifiuti speciali che vengono smaltiti dai proprietari a proprie spese, in maniera conforme alle specifiche normative vigenti;
    – gli immobili in ristrutturazione, per il periodo nel quale non sono abitati o occupati;
    – le abitazioni che si trovano interamente in ristrutturazione, per un periodo di almeno 2 mesi;
    – le centrali termiche ed i locali riservati a impianti e macchinari, come il vano ascensore o la cabina elettrica;
    – i locali appartenenti a strutture sanitarie o mediche, sia pubbliche che private;
    – le aree ed i locali destinati a impianti ginnici e sportivi, scuole di danza, ma solo per gli spazi adibiti in modo esclusivo all’esercizio dell’attività sportiva.

Quando un immobile si trova in affitto, in comodato, o comunque occupato per meno di 6 mesi durante l’anno solare, è tenuto a pagare la Tari solo il proprietario, l’usufruttuario, o chi possiede il diritto d’uso, d’abitazione o di superficie.


A prescindere da tutte le eventuali esenzioni diventa importante ridurre il più possibile i rifiuti, attraverso i capisaldi del minimalismo:
  • acquisti consapevoli
  • riutilizzo
  • riciclo

http://www.easyhome360.it/2017/08/minimalismo-cosa-significa-come-si-diventa-minimalisti-.html









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