giovedì 24 agosto 2017

MINIMALISMO: ANTICA FILOSOFIA O NUOVA MODA? 10 PASSI PER DIVENTARE MINIMALISTA


Minimalismo, la scelta di vivere una vita semplificando la quotidianità.


Se ci pensiamo bene la frase che è diventa un mantra, nella società moderna è: "manca il tempo per..". Si vorrebbero fare tante cose, ma manca sempre il tempo. Viviamo sovraffollati, catturati da scelte continue, da voglie, bisogni, siamo stressati, overbooking, affaticati. Come riconquistare il nostro tempo? Come riconquistare spazio per ciò che amiamo? per noi stessi, la nostra famiglia?

Semplicemente svuotando. Una mente sovraffollata non è in grado di occuparsi, e talvolta con molta fatica, di altro che della gestione dei suoi mille pensieri e preoccupazioni. Svuotando creeremo spazio, da dedicare veramente a ciò che amiamo. Svuotando calmiamo la mente, i nostri ritmi.

La vita minimalista è vivere con ciò che è essenziale, ed ognuno sceglie cosa è per lui essenziale. Così, il minimalismo è del tutto soggettivo, perché ciò che è importante non può essere lo stesso per tutti, ma sarà proprio di questa ricerca dell'essenziale di cui parleremo. Eliminare progressivamente il superfluo  dalla vostra vita. Per ognuno il minimalismo assume un significato diverso, per alcuni è qualcosa da fare ogni tanto per liberarsi degli oggetti accumulati, per altri il concetto diventa più stile di vita riferito alle persone ed al denaro. Ciò che veramente accomuna e che forse diventa il vero concetto del minimalismo è la consapevolezza, il coraggio di farsi delle domande su chi siamo veramente e cosa vogliamo dalla nostra vita, il tutto condito con risposte oneste, ovviamente!

Concentrarsi su ciò che è essenziale, contribuisce alla tua vera felicità che non corrisponde proprio con la totale "comodità". Tutto il resto viene eliminato. Creare spazio, silenzio visivo, mentale, dei sensi, dell'azione.

Questo non vuol dire vivere come un hippy o un asceta, tutt'altro. Vediamo infatti cosa non vuol dire essere minimalisti:

Cosa NON È il minimalismo

1 - No, il minimalismo non è riservato solo per le persone nomadi, come unico bagaglio ammesso lo zaino , esistono famiglie numerose con lavoro fisso che hanno scelto una filosofia minimalista.
2 - No, la gente minimalista non necessariamente vive come hippies, tagliate fuori dal mondo civilizzato.
3 - No, il minimalismo non è una privazione della vita, al contrario è una vita in cui viene eliminato il consumatore inutile  che è in noi e ci si concentra su ciò che fa star bene
4 - No, la gente minimalista non sono è sopra un pulpito per incolpare gli altri per consumare. Ogni scelte.
 La perfezione si ottiene non quando non c’è nient’altro da aggiungere, bensì quando non c’è più nulla da togliere.
Antoine de Saint-Exupéry

Applicare il minimalismo nella tua vita significa fare focus su ciò che conta, ed il focus lo fai tu, CON LA TUA CONSAPEVOLEZZA. Nessun gradino è giudicabile, nessuno è sbagliato.
 
Quanto è difficile essere minimalisti nella società di oggi?

Se il minimalismo lo riduciamo al solo gesto di decluttering, e svuotamento degli armadi, non è particolarmente difficile, anzi va di moda, anche se in realtà, svolto regolarmente il decluttering è molto  più che un semplice liberarsi di oggetti.

Se il minimalismo però, lo estendiamo ad un vero e profondo stile di vita, diventa sicuramente più difficile, o per meglio dire, complesso, perchè è difficile navigare contro corrente, nella direzione opposta, imposta dalla società. Navigare contro corrente può dare l'idea di essere sbagliati, diversi. Tutto sta nella fede in noi stessi, nella consapevolezza raggiunta. Sicuramente è un processo di trasformazione e cambiamento che ha bisogno di tempo e di tutta la sua lentezza per essere assimilato.

Il minimalismo infondo riprende tanti concetti filosofici, ad esempio il santosha dell'asthanga yoga, il senso di appagamento e contentezza. Sentirsi appagati per ciò che si ha. Questo non vuol dire non progredire, vuol dire solo non essere legati ad oggetti, ad un superfluo che in realtà non è utile per la nostra felicità e calma mentale. Essere appagati per quello che si ha nell'ora, perchè come possiamo leggere nella Baghavadgita

" In chi vive assorto nell'oggetto dei sensi nasce l'attaccamento. L'attaccamento porta desiderio, il desiderio porta la collera. La collera porta lo smarrimento e la perdita di memoria, che produce la distruzione dell'intelletto e la rovina dell'uomo"

Il passo più difficile è proprio l'acquisire consapevolezza, che è naturalmente nemica del consumismo indiscriminato imposto dalla società di oggi.



Come il minimalismo può scaturire in noi? Come avvicinarsi?

Abbiamo riassunto in 10 tappe il lungo cammino.

1 - Una vita congestionata: casa, ufficio, programma, relazioni ...

Credo che la maggior parte di voi la conosca: la sensazione di soffocare sotto la moltitudine di impegni, orari, scadenze, obblighi, oggetti, lavori in casa. Rincorriamo il tempo e questo non basta mai, così pensiamo di risolvere il tutto pianificando ulteriormente, e pensiamo che verrà tutto risolto organizzando. I più bravi svilupperanno ottimi sistemi per gestire il loro tempo e vivere come robot, al ritmo delle ore che passano.
Il passo principale è prendere coscienza che questo non va bene, questo non fa bene alla nostra salute, alla nostra qualità di vita, alla nostra felicità. Organizzare la moltitudine non risolve il problema. È la moltitudine che va ridotta..

2 - Una lettura che cambia la vita: scoperta di un libro, di un blog ...

Tutti coloro che hanno deciso d'intraprendere questo cammino di consapevolezza si sono imbattuti in una lettura di un libro, in un blog, in parole, pensieri che li hanno fatto fermare a riflettere sulla  qualità della propria vita. Rendere la vita più semplice è fattibile, portarla in modalità slow è realizzabile. Qualche filosofo sostiene che il cambiamento non esiste. Decider di cambiare non è fattibile, ma è fattibile prendere consapevolezza di sè, dell'ora. Accettare il nostro vero sè è quello il cambiamento.


3 - Consapevolezza di questa società del consumo

Realizzare che forse tutto quell'organizzare, pianificare, memorizzare, mantenere, correre non è necessario... che forse, quel tutto va eliminato, svuotato. Pensiamo solo agli oggetti, poniamo l'esempio con l'ennesimo elettrodomestico, comprato per soddisfare la nostra, ipotetica, voglia di comodità e convinti di semplificarci la vita. In realtà quell'oggetto occuperà spazio in casa, costerà tempo per mantenerlo pulito e funzionante e per quanto durerà "la voglia" ? quindi la sua "utilità"? Quando ce ne dovremo sbarazzare occuperà spazio nel ripostiglio, perchè gettarlo magari dispiace. Quindi prima di fare un acquisto poniamoci sempre una domanda: Ne vale veramente la pena? Se un gadget ci offre l'opportunità di sbucciare una mela più veloce di un coltello normale, ma che prende posto magari quanto un cartoccio di latte, e deve essere svitato, lavato e rimontato, magari fatto di plastica non riciclabile... i secondi che perderemo in più a pelare la mena, nel modo tradizionale, non sono niente rispetto a quello che perderemo acquistando tale inutile oggetto.. ma così fashion, così comodo ed utile!! Il coltello è lo strumento migliore, inoltre decisamente multifunzionale!

4 - Le domande esistenziali: che cosa è il essenziale? e come ottenerlo?

Dopo questa realizzazione, iniziamo con ciò che è più facile: dagli oggetti. Iniziamo a riconsiderare tutti gli oggetti che possediamo. Quali sono veramente utili e necessari? Quali sono derivati ​​da un acquisto compulsivo e sono finiti in fondo all'armadio poco dopo? Quali non sono veramente utili, ma essenziale per il nostro benessere? Da tutte queste domande si comporrà la lista del vostro "essenziale". Una lista personale, unica, perchè ognuno è unico con la sua attività, la sua realtà economica, la sua situazione familiare, il suo ambiente.

5 - Inizio del cambiamento: decluttering casa

Il primo cambiamento ha inizio, da idea mentale, inizia a prendere forma. Prendere in mano ogni oggetto, chiedersi se non è l'ennesima copia di un altro oggetto che abbiamo, riflettere sulla sua vera utilità, valutare se l'alternativa che abbiamo in casa forse non è più utile. In questa fase ci stupiremo di quanti oggetti abbiamo "collezionato" nella nostra vita, e di cui di molti non ricordavamo neppure l'esistenza! Questa fase può durare per mesi o addirittura anni. Perché anche dopo la cernita, a volte si fa ancora conto dell'inutilità di certi oggetti ! Qui entra in gioco il punto 6.

6 - Lotta perpetua contro le vecchie abitudini di consumo

La consapevolezza non è limitata solo al decluttering della casa. Infatti, se quest'ultima è affollato, c'è una ragione: si è soliti riempire. Come? Con l'acquisto di cose inutili, magari con il solo fatto che questi oggetti non sono costosi, per esempio. Queste cose prendono posto nella casa, e diventano il mucchio di disordine da "organizzare", riordinare, mantenere..

7 - Attuazione di metodi per evitare la ricongestione

Rendersi consapevoli a quale escamotage commerciale cediamo come neve al sole: fidelizzazioni? basso costo della merce? a cosa non sappiamo dire di no e troviamo una scusa per cedere? Capire le abitudini per poi identificare i rimedi.

8 - Decluttering di tutti gli altri settori della vita, fino all'arrivo della vera essenza

Abbiamo iniziato dagli oggetti... la casa giorno dopo giorno è diventata minimalista e questo contagerà tutta la nostra vita. Vorremo estendere il principio ad ogni aspetto e luogo: sul lavoro, nei nostri computer, nei nostri programmi, nella nostre relazioni, con i nostri obblighi, il nostro business , le nostre parole..

9 - Più libertà, più spazio: più tempo per ciò che teniamo veramente a cuore

Quando ci renderemo conto che avremo in mano il nostro tempo... tempo da dedicare a ciò che amiamo, all'essenziale.. stare semplicemente sul divano con un buon libro,  parlare con i nostri figli, vivere le nostre relazioni o portare avanti un progetto di lavoro che amiamo..allora sì saremo felici. Felici della nostra libertà.

10 - Benessere e pace interiore

Si diventa dediti esclusivamente al nostro essenziale, tutto ciò che intralcia il cammino in esso, viene lasciato andare.. e questo ci permette di ritrovare il contatto con noi stessi.

Il minimalismo è molto più di una semplice moda. Se lo sappiamo cogliere, racchiude una profondo filosofia di vita. Il minimalismo può essere lo stimolo per toglierci dalle spalle il peso della società, che impone di sottovalutare la nostra libertà, intrappolandoci nel giogo del tempo.
Se volete iniziare ma non sapete come fare, oltre a seguire i primi passi di decluttering di easyhome360 , potete leggere questo libro e magari cogliere qualche spunto per rimodellare il vostro senso dell'utile. Ogni lettura può essere motivo d'ispirazione... Niente va preso alla lettera, ma tutto modellato secondo il proprio essere e consapevolezza.




In 96 lezioni di felicità Marie Kondo ci spiega come vivere meglio liberandoci degli oggetti che ci legano troppo al passato. Marie Kondo vuole mostrarci il lato luminoso delle cose. A suo parere il criterio per decidere cosa tenere o cosa buttare sta nella capacità dell’oggetto di irradiare felicità. Vogliamo liberarci di qualcosa che ci lega troppo al passato? L’autrice ci spiega come fare tra le pagine di questo libro.



Fonte d'ispirazione principale
http://www.mamanminimaliste.fr/par-ou-commencer/





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