mercoledì 26 aprile 2017

LAVAGGIO A SECCO: ATTENZIONE ALLE SOSTANZE CANCEROGENE





Sicuramente per gli uomini d'affari è un servizio comodo, semplice e veloce, altrettanto per la pulizia di capi come piumini, giacconi, cuscini, pantaloni.. tutto ciò che, nel cambio di stagione, bisogna riporre ma si ha il timore di rovinare. Purtroppo dietro questo velo di comodità si nasconde un grosso danno alla nostra salute.

Fin da quando sono state istituite, le lavanderie a secco hanno fatto sempre affidamento su un certo numero di sostanze tossiche, cancerogene e potenzialmente mortali, molte delle quali sono state via via eliminate, ma ne restano ancora tante. I principali solventi utilizzati sono il Tetracloretene (IUPAC), o comunemente conosciuto come percloretilene e gli idrocarburi alifatici.


Il gioco, quindi, ne vale veramente la candela? Purtroppo no.
Nulla è impossibile da lavare in casa e niente è così difficile. Il tempo? Un angolino si trova sempre e se non si trova forse bisognerebbe fare un passo indietro e rivalutare come e perchè intasiamo le nostre giornate, vivendo di fretta, ma questo diventa un altro film...

Come vengono lavati i capi a secco?

Pur trattandosi di una realtà presente nella vita di ciascuno, non tutti sanno però che l’attività di lavanderia a secco è considerata insalubre: è infatti inserita nell’elenco delle industrie insalubri di seconda classe pubblicato con
Decreto del Ministero della Sanità del 5 settembre 1994.
Per tale attività si richiedono pertanto speciali cautele in quanto nelle fasi di lavoro viene utilizzata, come solvente, una sostanza nociva per l’uomo e per l’ambiente: il percloroetilene (PCE). Sebbene l’uso pluridecennale da parte dell’80% circa dei lavasecco europei abbia sdoganato il PERC, conferendogli un’apparenza rassicurante, la ricerca scientifica ha evidenziato che questo solvente è uno degli ingredienti più pericolosi del cocktail tossico cui offre alloggio il nostro corpo, tanto è vero che la California ha messo nel 2008 al bando graduale il percloroetilene nel lavaggio a secco che diverrà totale nel 2023.

PERC Tossico, cancerogeno, mutageno

I simboli di pericolo collegati al percloroetilene sono:
Xn = Nocivo
N = Pericoloso per l’ambiente

Secondo criteri europei, il simbolo Xn associato alla frase di rischio R40 viene utilizzato per indicare la categoria 2 delle sostanze cancerogene e delle sostanze mutagene la cui definizione ufficiale stabilita dall’Unione Europea è di seguito riportata. Lo IARC lo ha classificato nel gruppo 2A (probabile
cancerogeno per l’uomo). Il percloroetilene è anche contrassegnato dal simbolo N (Pericoloso per l’ambiente) ed è abbinato alle frasi di rischio R51 (Tossico per gli organismi acquatici) e R53 (Può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico). Per la tutela dell’ambiente il consiglio di prudenza è S61 (Non disperdere nell’ambiente).

Nel prelavaggio vengono anche utilizzati i saponi efficaci per lo sporco resistente al percloroetilene. Dopo le fasi di prelavaggio, lavaggio, centrifugazione, avviene l'asciugatura e deodorizzazione.

In questa ultima fase avviene un passaggio importante, vengono recuperate le tracce residue del solvente tossico. Purtroppo questo viene eliminato al 95-99% un residuo rimane sempre sui capi. Residuo con il quale entrerete in contatto periodiciamente... Direte ma è molto poco, cosa vuoi che faccia?
In realtà la pericolosità della sostanza è tale che anche una bassissima dose risulta fortemente dannosa. Non dobbiamo mai pensare all'immediato e breve periodo, ma al contatto costante, all'inquinamento dell'ambiente, ambiente che ci nutre con il cibo, acqua, aria..

Come si entra in contatto con il Perc?

Questo composto può giungere a noi in molteplici modi:

- per via inalatoria, quando ci troviamo all’interno di un lavasecco o se abitiamo nelle vicinanze di un tale esercizio. La cancerogenicità del tetracloroetilene è stata, infatti, valutata soprattutto nei lavoratori delle lavanderie a secco industriali o delle industrie o impianti in cui il tetracloroetilene è utilizzato come sgrassante di metalli o plastiche. I risultati dei più importanti studi epidemiologici di caso-controllo forniscono prove di un’associazione fra esposizione a tetracloroetilene  e danni alla salute di tipo cancerogeno: cancro della vescica, linfomi e mieloma multiplo negli adulti.

- quando indossiamo un abito lavato a secco, dai nostri armadi, Dove depositiamo gli abiti. L’acre odore tossico emanato dagli abiti lavati a secco, dovuto al carico rimanente di Perc, viene custodito dal sottile involucro di plastica con cui sono avvolti e convogliato dentro i nostri appartamenti, armadi e cassetti, dai quali continuerà a emanare per lungo tempo. Non solo, la presenza di Perc tenderà ad accumularsi negli abiti e a incrementarsi nel tempo, lavaggio dopo lavaggio. Per ironia della sorte la pulizia a secco la riserviamo, in genere, ai capi come lana, seta, lino, piumini, in pratica naturali con grande potere assorbente. I tessuti sintetici, invece, proprio per l'incapacità di assorbire (anche il sudore) non rilascerebbero alcuna sostanza (se non li lavate con detersivi tossici e allergenici).

- dall’acquedotto casalingo, poiché in dosi più o meno basse (i massimali sono regolamentati a livello europeo, 10 microgrammi/l*) è un contaminante dell’acqua potabile proveniente da falde acquifere nelle vicinanze di industrie che utilizzano perc. In Italia, in particolare negli ultimi anni, si sono verificati numerosi casi di inquinamento di acque sotterranee da tetracloroetilene.  Le aree interessate da questo inquinamento sono distribuite a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale.   Questo avviene perché questa sostanza viene largamente utilizzata in molti processi produttivi. Tante le indagini, i sequestri di pozzi inquinati.(1- 2- 3)

- dagli alimenti (burro, parti grasse della carne, formaggi), visto che il percloretilene viene assorbito dalle sostanze grasse, nelle quali accumula.

Come recita il Ministero della Sanità:
Il tetracloroetilene è ampiamente distribuito nell’ambiente ed è presente in tracce nell’acqua, negli organismi acquatici, nell’aria, negli alimenti e nei tessuti umani. I più alti livelli ambientali sono ritrovati nelle lavanderie a secco e nelle industrie di sgrassaggio dei metalli. Tali emissioni possono portare ad alte concentrazioni nelle acque profonde. Nelle acque profonde anaerobiche il tetracloroetilene può degradare a composti più tossici, quale il vinilcloruro. Tra i cibi si trova principalmente nei frutti di mare, nel burro e negli alimenti ricchi di grassi. Il tricloroetilene è emesso principalmente nell’atmosfera soprattutto dagli effluenti delle industrie di sgrassaggio dei metalli, ma può anche trovarsi come contaminante nelle acque profonde e a volte nelle superficiali a causa degli scarichi industriali. Per ambedue i composti la fonte principale di esposizione per l’uomo è rappresentata dall’inalazione di aria contaminata.

Come può il Perc danneggiare la mia salute?

L'esposizione a lungo termine può anche danneggiare il sistema nervoso centrale, il fegato e i reni, ma può anche causare insufficienza respiratoria, perdita di memoria, confusione e pelle secca e screpolata. In caso di gravidanza, l'esposizione a lungo termine al percloroetilene può danneggiare un feto in via di sviluppo.

L'esposizione di breve durata di percloroetilene può causare accumulo di liquido nei polmoni, irritazione degli occhi e delle vie respiratorie, grave mancanza di respiro, sudorazione, nausea, vomito, cefalea, vertigini, sonnolenza, confusione, difficoltà a parlare e a camminare e una sensazione di testa vuota.

L'esposizione di breve durata ad alti livelli di percloroetilene può influenzare il sistema nervoso centrale e causare perdita di coscienza e morte. Il percloroetilene è elencato come una sostanza «ragionevolmente considerabile cancerogena per l'uomo» nella Dodicesima relazione sulle sostanze cancerogene pubblicata dal National Toxicology Program, in quanto l'esposizione a lungo termine al percloroetilene può causare la leucemia e il cancro della pelle, del colon, del polmone, della laringe, della vescica e del tratto urogenitale.

L'esposizione a breve termine a bassi livelli di percloroetilene può causare sonnolenza, ubriachezza e occhi, naso, bocca, gola e vie respiratorie irritati. Il contatto diretto con il liquido o il vapore di percloroetilene può irritare e bruciare la pelle, gli occhi e la gola.

Attenzione ai lavaggi innovativi sostitutivi del perc

- Il sistema GreenEarth, tecnica a base di silicone liquido.
Secondo l’azienda proprietaria del brevetto, il silicone liquido, una volta immesso nell’ambiente, si scomporrebbe nei suoi elementi naturali: sabbia, anidride carbonica e tracce d’acqua. Il principale ingrediente di questa tecnica è il decametilciclopentasiloxane (detto D5). A seguito di questa invenzione, diverse società di ricerca (come la no-profit Silicones Environmental, Health and Safety Council ) hanno condotto studi per valutare la pericolosità di questa nuova sostanza. In una ricerca specifica, topi da laboratorio sono stati esposti alla sostanza per sei ore al giorno, cinque giorni alla settimana, per due anni consecutivi. Quali sono gli effetti dannosi? Gli scienziati hanno scoperto che l'inalazione di fumi D5 portano ad un rischio maggiore di sviluppare tumori tra i ratti di sesso femminile. Inoltre è dimostrato che l'esposizione a lungo termine di queste sostanze può anche danneggiare il sistema nervoso centrale, il fegato e i reni, ma può anche causare insufficienza respiratoria, perdita di memoria, confusione e pelle secca e screpolata.

Pare, tuttavia, che diversi altri enti regolatori abbiano trovato il solvente D5 accettabile, fra cui Ambiente Canada (Environment Canada), il quale ha stilato una ponderosa relazione in proposito, che riscontra “l’assenza di rischio per l’ambiente”.

- Tecnologie a base di solventi idrocarburi
L’informazione sanitaria su questi miscele d’ idrocarburi, a eccezione del solvente Stoddard, sono limitate, non avendo nessuno di essi passato un processo di valutazione formale se sia o meno un contaminante dell’aria. Per quanto concerne lo Stoddard, è stato condotto dal Programma di Tossicologia Nazionale americano “uno studio biennale d’inalazione del solvente con le conclusioni che esiste una certa evidenza scientifica di attività cancerogena nei ratti maschi. Per di più, tale solvente può essere irritante per occhi, naso, gola e può altresì produrre effetti sul sistema nervoso. Un effetto negativo secondario sulla salute di questi solventi alternativi è che tutti i solventi idrocarburi sono considerati dei composti organici volatili (VOC) che contribuiscono alla formazione dell’ozono, un gas dai molti effetti nocivi per la salute, fra cui l’irritazione respiratoria, l’asma e morte prematura”.

COSA POSSO FARE? LE ALTERNATIVE


- Non acquistare abiti che devono essere lavati solo a secco

- Quando possibile, lavare a mano delicatamente, con saponi naturali e in acqua appena tiepida gli indumenti in tessuti preziosi, senza strizzarli.

- Scegliere lavaggi delicati della lavatrice senza centrifuga per evitare l’infeltrimento degli indumenti in lana.

- Se i vostri vestiti sono stati puliti a secco con Perc, togliete l’involucro di plastica e esponeteli all’aria sino a che l’odore non sia stato totalmente eliminato.

- In quanto agli smacchiatori a base di Perc, niente smacchia meglio un abito del sapone di Marsiglia puro, applicato sulla macchia bagnata e lasciato seccare. Per le macchie d’unto, efficaci anche i prodotti ai microorganismi.

- Scegliere i lavasecco che utilizzano metodi di pulizia non tossici. Può essere utile, per stimolare gli esercenti alla riconversione, iniziare a porre delle domande sulle tecniche di lavaggio.


Se non puoi fare a meno della tua lavanderia di fiducia almeno prova ad informarti sui prodotti che utilizza e chiedi con serenità la scheda prodotti usata.


Alcune fonti:
http://www.andreagallo.it/images/schedepdf/MSDS/IT_65142612_CLP.pdf
http://www.salute.gov.it/portale/temi/documenti/acquepotabili/parametri/TETRACLOROETILENE_E_TRICLOROETILENE.pdf
http://www.nopops.it/2015/01/tetracloroetilene-e-cancro-della-vescica/
http://www.nopops.it/2015/01/tetracloroetilene-e-danni-alla-salute/
https://appsricercascientifica.inail.it/profili_di_rischio/Lavanderie_e_stirerie/index.htm

http://www.regione.lazio.it/binary/rl_main/tbl_documenti/AMB_DD_G09156_08_08_2016_Allegato_1.pdf




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