venerdì 3 marzo 2017

15 PIANTE DA APPARTAMENTO VELENOSE PER BAMBINI, CANI E GATTI

Alcune piante, comunemente presenti all’interno delle nostre abitazioni, possono contenere sostanze tossiche che i nostri animali rischiano, accidentalmente, di ingerire.


Abbiamo visto come le piante non solo ornano la casa ma rendono l'ambiente più salubre per l'uomo e gli animali, riducendo l'inquinamento indoor.

➤ 19 PIANTE DA APPARTAMENTO contro L'INQUINAMENTO DOMESTICO, INDOOR. Come scegliere le piante migliori

Tuttavia quando si progetta di adornare la casa con piante (soprattutto esotiche) è sempre bene fare attenzione se si hanno bambini piccoli in casa o animali. Molte piante (attraverso ingestione, contatto) possono risultare tossiche sino ad essere mortali.

Questo non deve spaventare, solo far porre attenzione e consapevolezza.

Le intossicazioni da piante non sono frequenti, ma quando avvengono sono difficili da diagnosticare per la scarsa evidenza dei segni clinici e la mancanza di informazioni. In questa sezione vedremo quali sono le più comuni piante DA INTERNO che possono dar luogo a intossicazioni, a volte anche molto gravi, nei bambini e negli animali domestici. Tutte le piante sotto elencate sono da tenere distanti dai bambini, anche se in alcuni casi viene menzionato esclusivamente l'animale gatto o cane.

Quali bambini sono più a rischio?
Sicuramente i bambini piccoli fra 1 e 2 anni di età a causa della loro propensione a toccare qualsiasi cosa e mettere in
bocca di tutto, compresi fiori e foglie.


La prima cosa da fare, in caso di intossicazione è quella di allertare il Centro antiveleni, che vi suggerirà la somministrazione di farmaci adeguata. Se l’intossicazione porta difficoltà alle vie respiratorie, rivolgetevi al Pronto Soccorso.


1. ANTURIO: ingestione, contatto

 

Elegante pianta da appartamento. Si presenta con foglie molto grandi a forma di cuore, di colore verde. Pur trattandosi di una bellissima pianta, ricordatevi che tutte le sue parti contengono sostanze nocive. L’intossicazione può avvenire per contatto o per ingestione.

I danni da contatto risultano di lieve entità, come graffi e taglietti dovuti agli ossolati nelle foglie. Se avviene l'ingestione, invece, l'intossicazione diventa più importante, in quanto possono sopraggiungere irritazioni e gonfiori non solo alla bocca, ma anche alla gola, e nei casi più gravi, può comparire un edema che colpisce le corde vocali. L’intossicazione da anturio, può portare addirittura anche all’insufficienza respiratoria. Altri sintomi, sono il vomito, la diarrea, la nausea.


2. AZALEA: ingestione


Si tratta di una pianta  molto diffusa e tra le più conosciute. Soprattutto nel periodo della festa della mamma, vengono organizzate vendite di azalee nelle maggiori piazze italiane. Una pianta, che almeno una volta abbiamo regalato e ricevuto, senza sapere che le foglie ed il nettare sono  fortemente irritanti sopratutto per i gatti, e in generale velenose se ingerite in quantità.

Solitamente, i sintomi si manifestano dopo alcune ore e possono essere vomito, diarrea, debolezza, problemi della vista, convulsioni e coma. In alcuni casi, si possono avere problemi al fegato e ai reni.

3. CALADIO: ingestione



Detta anche orecchie di elefante. Ormai ibridate, si possono trovare in una vasta gamma di colori, dal bianco al rosso. Sicuramente messe in una stanza diventano una fonte attrattiva, per questo anche i bambini piccoli vanno tenuti lontani
, essendo una pianta tossica per umani e animali.

Le sue foglie, infatti, contengono ossalati di calcio e asparagina, che rendono la pianta velenosa in ogni sua parte. Se ingerito in quantità elevate, può anche causare problemi gravi come il coma o la morte.

4. CALLA: ingestione, contatto


Pianta da giardino, anche se può comodamente essere curata a casa. Tutta la pianta, compresi i bulbi, è esposta al pericolo di intossicazione, che può avvenire sia per contatto, sia per ingestione. La calla contiene infatti delle sostanze che possono entrare a contatto con la pelle, oppure essere ingeriti.

Se l’intossicazione è avvenuta per contatto, i disturbi che provoca sono più che altro, bruciori a livello locale. Si parla invece di nausea, dolori addominali, diarrea e vomito, se è stata ingerita una certa quantità di calla.

5. CICLAMINO: ingestione



Ogni davanzale ha almeno goduto una volta della bellezza di questo fiore.
La pianta è però  tossica in ogni sua parte. Per questo se avete bambini o animali è bene evitarla o tenerla in luoghi non avvicinabili.

Il grado di tossicità del ciclamino è maggiore nel bulbo (essendo interrato non è solitamente a disposizione immediata), ma essendo di fatto la linfa colei che causa irritazione e tossicità, anche l'ingestione dei fiori diventa pericolosa.
L’ingestione può provocare disturbi gastrointestinali con vomito e diarrea, si possono verificare anche crisi convulsive.


6. CLIVIA: ingestione
 


È una pianta che produce fiori di un bellissimo binomio di colori: il rosso e l’arancio. Anche per la clivia, la parte nociva è circondata in tutta la pianta, che contiene tossine, ma l’unico modo di intossicazione è per ingestione, a differenza delle stella di natale che è anche da contatto.

I disturbi più ricorrenti sono di tipo gastroenterico, ma nei casi più gravi l'irritazione può estendersi anche al fegato alterandone le funzioni e può provocare nell'uomo anche problemi legati alla pressione.

7. DIEFFENBACHIA: ingestione e contatto



La dieffenbachia è una diffusa pianta d’appartamento priva di fiori. La sua linfa provoca intossicazione lieve per i cani ma grave (velenosa) per i gatti.
Anche i bambini è bene tenerli distanti.

L’avvelenamento da dieffenbachia provoca irritazione e intenso dolore a livello di cavo orale, edema ed infiammazione delle mucose della bocca, edema della glottide, asfissia, cecità, vomito, ipersalivazione, diarrea, tremori, albuminuria, ematuria, nefrite acuta. Se si interviene per tempo, raramente causa la morte degli animali.


8. EDERA COMUNE: ingestione

Sia da interno, sia da esterno, la sua capacità di arrampicarsi la rende ottima per ornare pareti, mobili. Attenzione però: le sue foglie, così come i suoi fiori e bacche, se ingerite, possono provocare problemi gastro-enterici e risultare estremamente dannose per la salute.

Se ingerita può causare una vasta gamma di sintomi, quali: debolezza, vomito, nausea, diarrea, tremori diffusi e scompensi respiratori, dermatiti, eruzioni cutanee. Con un consumo cospicuo di edera gli animali rischiano di andare in contro a morte.

9. FICUS ELASTICA: ingestione e contatto




Il ficus elastica è  pianta da appartamento molto diffusa in Europa. Si tratta di una pianta ornamentale, con foglie a punta molto grandi. Si presenta di colore verde scuro e germogli inizialmente rossi per diventare verdi man mano che cresce. Anche in questo caso, è il lattice contenuto nelle foglie e anche nel fusto, a provocare l’intossicazione che può avvenire sia per ingestione che per contatto.

In sintomo più evidente è sicuramente l’irritazione cutanea nel caso di intossicazione da contatto. L’ingestione provoca invece, irritazioni e bruciori alla gola. In casi gravi può addirittura portare a ustioni.

10. FILODENDRO: ingestione


Pianta d'arredamento molto comune per il fatto che richiede poca cura. Esistono tantissime varietà. Storicamente la sindrome da intossicazione da Monstera deliciosa (una varietà di filodendro) è stata attribuita alla presenza di cristalli di ossalato di calcio nella pianta. Studi recenti invece indicano la presenza di una sostanza proteica che rilascia istamina. Infatti i segni clinici sono compatibili con una reazione da istamina.

Dai piccioli delle foglie rilascia, infatti, una sostanza lattiginosa bianca tossica, che può causare irritazioni alla cute e agli occhi e, se ingerita, tumefazione della lingua e soffocamento. I suoi effetti sull'uomo sull'uomo sono più lievi rispetto a quello sugli animali domestici come cani o gatti. Se ingerita, la pianta potrebbe causar loro aumento della salivazione, gonfiore della lingua, vomito, convulsioni, vertigini e difficoltà di deglutizione.

11. OLEANDRO: ingestione e contatto



Arbusto cespuglioso sempreverde della famiglia delle Apocynaceae. È una pianta tipica da esterno, ma può essere tenuta anche in casa. È estremamente tossica anche con minime ingestioni,  sia per i cani sia per i gatti (come d’altronde per l’uomo). Può portare l'animale anche  alla morte.
Il principio attivo è l'oleandrina, un glucoside cianogenetico che svolge a livello cardiaco un'azione simile a quella della digossina. Nel maneggiare le foglie per lungo tempo, premunirsi di indossare i guanti. Le sue foglie permangono tossiche anche una volta secche. Ne sono attratti
soprattutto i gatti .

I sintomi principali per ingestione sono: nausea, vomito, diarrea sanguinolenta, stomatite, convulsioni, crampi, atassia, aritmie, problemi epatici.

12. POTOS: ingestione

 

La cascata frondosa di questa pianta la rende molto attraente. Essendo di facile coltivazione e manutenzione, è molto comune trovarla nella maggior parte degli appartamenti. È comunemente conosciuta come l’edera del diavolo, nome appropriato visto la pericolosità per gli animali domestici, tanto da essere inserita dalla ASPCA nella lista delle piante d’appartamento tossiche per cani e gatti. L’alta presenza di ossalato di calcio infatti può minare seriamente la loro salute.

Sicure a contatto, ma se masticate o ingerite, le parti di questa pianta possono irritare la bocca, causando gonfiori, e provocare irritazioni gastrointestinali. Per questo è bene tenerle in posti molto alti non avvicinabili. Se avete gatti è meglio evitarla del tutto.


13. SPATIFILLO: ingestione



 

Sono tra le più comuni piante d'appartamento, specialmente nel periodo pasquale. Loro foglie scure, fiori bianchi e la bassa manutenzione, la rendono una scelta molto popolare. Tuttavia, se ingerita, risulta tossica per gli esseri umani, cani e gatti. Infatti, tutti i membri della famiglia del Giglio sono tossici per i gatti. Questi Gigli dovrebbero essere tenuti fuori dalla portata, o utilizzati solo nelle case delle famiglie con figli grandi senza animali.

Contiene cristalli di ossalato di calcio che possono causare irritazione della mucosa orale, salivazione eccessiva, difficoltà nella deglutizione, vomito e bruciore alla bocca, alle labbra ed alla lingua.

14. STELLA DI NATALE: ingestione e contatto


 

Da noi questa pianta è comune nel periodo natalizio e non è facile tenerla in vita, comunque sia è altamente tossica sia per contatto sia per ingestione, quindi se avete bambini piccoli e animale è vietata.

Le sue foglie rosse possono provocare irritazione oculare, cheratiti, lacrimazione eccessiva, congiuntiviti, stomatiti, vomito, scialorrea e diarrea,

bruciore a lingua e labbra, edema, tremori. La prognosi è in genere favorevole con risoluzione dell’intossicazione.

15. Bacche tossiche di piante ornamentali

Alcune piante producono bacche che possono costituire un pericolo per bambini piccoli che gattonano e per gli animali domestici, come il cane e il gatto.
Occorre fare particolare attenzione durante il periodo di Natale, durante il quale vengono utilizzate anche all’interno delle abitazioni come decorazioni.

Agrifoglio

 

L’agrifoglio nasconde numerose insidie. In particolar modo, sono le bacche a presentare principi tossici e nocivi per la nostra salute e per quella dei cani e dei gatti.

I sintomi maggiori di intossicazione da bacche si sviluppano soprattutto a livello gastroenterico, ma ancora eccesso di salivazione, vomito, diarrea, inappetenza, affaticamento.
Le bacche contengono sostanze emetiche e purganti: 20 bacche possono uccidere un cane.
Le foglie contengono saponine, metilxantine e cianogeno, tutte sostanze nocive e fonte di disturbi per cani e gatti.



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