lunedì 2 gennaio 2017

CALZA DELLA BEFANA FATTA IN CASA: TANTE IDEE CON I MATERIALI DI RICICLO PIÙ VARI.


Navigando in rete ci si rende conto che creare una calza della befana ecologica non è poi così difficile. I materiali sono tanti e dati in mano alla fantasia si amplificano. Creazioni come questa riportata sono di alto cucito che non devono scoraggiare... ma solo essere di spunto magari per la forma, o il tessuto, o ancora il colore... Le soluzioni semplici e veloci sono molteplici, con i materiali di riciclo più disparati.

Dalla rete
I modelli scaricabili sono tanti, qui riportiamo quello classico e quello da elfo, con la punta.
In realtà il primo è quello migliore poiché permette una cucitura rapida e veloce anche per le meno esperte. Ciò che conta è la fantasia della stoffa, delle applicazioni.

Anche se tutto sommato può essere una buona occasione per acquistare calde calze d'alpaca e pecora, ecologiche... e riempirle con tanti semplici dolci fatti da voi. Vestire eco è importante quasi quanto mangiare sano.
Le calze naturali aiutano i piedi a traspirare. Tenete conto che la biancheria intima deve tenere caldo ma permettere alla pelle di respirare. I piedi sudano più di ogni parte del copro, soprattutto ai bambini. Calze sintetiche, colorate che magari tingono... sono deleterie, oltre che tossiche.
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Eseguire il cartamodello

Il primo passo. Qui ne sono riportati due e a scorrere troverete altri per la trapunta..
Alcuni modelli di calze della befana, con modelli da scaricare gratuitamente.

https://drive.google.com/file/d/0B8W1oyZpenaKak5mT3p5UDh1TE0/view?usp=sharinghttps://drive.google.com/file/d/0B8W1oyZpenaKSHlYX1lpb2x4V2M/view?usp=sharing

Scarica PDF



Materiale

Ri-spolverate dagli armadi scatole, stoffe e oggetti di plastica o vecchie decorazioni destinati alla pattumiera. Potete realizzarne una con effetto patchwork o un'altra in panno con applicati dei pacchetti colorati. Materiali essenziali sono il feltro e pannolenci, nei tipici colori natalizi, fili da cucito, strisce di stoffa o bottoni.

Altro materiale che può servire: colla a caldo.

Calza della befana in feltro


Sicuramente il materiale più classico.
Le cuciture possono essere eseguite sia a punto festone, sia a macchina, al bisogno potete usare anche la colla a caldo. In fondo al post troverete i PDF per applicare le lettere dell'alfabeto maiuscole e minuscole e come eseguire i punti a mano principali.

Calza della befana trapuntata


Si tratta di una variante per le più esperte e con qualche ora di tempo a disposizione. Anche il modello più semplice richiede attenzione e precisione, forse più lavoro, ma sicuramente di grande effetto e soddisfazione. Qui e qui potete trovare altri modelli scaricabili.



Calza della befana riciclando

A questo punto serve solo fantasia... guardarsi intorno: un vecchio ombrello, un tappeto del bagno ormai in disuso, asciugamani, jeans, vecchi maglioni o sciarpe con le frange...
Calza della befana da ballerina

Questa calza è davvero speciale... un ricordo anche da appendere nella cameretta per sempre!




Dovete tralasciare la cucitura in alto ed aumentare di almeno il doppio le misure. Rifinito con facili cuciture a mano: punto filza e punto festone o punto asola ampio.

Calza della befana all'uncinetto

Come vedete potete usare lo stesso meccanismo per fare le presine, con basi quadrate e poi attaccarli. Per la punta il quadrato è stato semplicemente piegato.

Calza della befana con la carta del pane.

Se poi vi ritenete eco creativi per eccellenza  allora la carta dei sacchetti di pane è ciò che fa per voi!. E' semplice: i sacchetti vanno distesi, ritagliati e cuciti, e la carta è molto elastica e capiente! E i più eleganti potranno anche cimentarsi nella creazione di calze di carta eco-chic basta, lasciate lavorare la fantasia.


Queste sono alcuni cartamodelli di sagome e lettere dell'alfabeto da applicare.


Scaricate anche le lettere, potete usarle per comporre il nome o come iniziali. Anche in questo caso potete usarle scempie o imbottite. Cucitele a punto festone o se avete proprio fretta o non ve la sentite di cimentarvi nel ricamo, la colla a caldo è sempre un ottimo aiuto.






Potete farle di varie misure ingrandendo la sagoma. Si possono lasciare scempie oppure essere riempite con un pochino di cotone, in tal caso calcolate lo spessore.

Cuciture basilari


Ora non vi resta che riempirla con tanti dolcetti sempre fatti con le vostre mani, dai cioccolatini, gelatine, lecca lecca, carbone... ecco tante idee e tante ricette golosissime.

⇴➤5 DOLCI FAI DA TE PER LA CALZA DELLA BEFANA


Se volete sapere di più sulla befana...

La Befana è una figura mitica e mitologica, le sue sue origini risalgono infatti a alcuni riti propiziatori pagani, del periodo tra il decimo e sesto secolo a.c., che celebravano la fine del ciclo stagionale legato all’agricoltura e la rinascita della natura come nuovo inizio. Questi riti diffusi inizialmente al centro sud della penisola si allargarono poi in tutto il territorio italiano.

Nelle notti del Solstizio d’Inverno, ella scendeva sui campi innevati, per benedirli ed accertarsi che fossero fertili e pronti per le prossime semine. Cavalcava uno splendido corsiero bianco, e stormi di cicogne e rondini la precedevano e ne annunciavano l’arrivo. Al suo seguito v’erano invece bellissime divinità femminili, che volavano in groppa ai gatti, e le anime dei bimbi non nati o morti nei primi anni d’età.
In tal modo si recava a visitare ogni casa, entrando dalla cappa del camino, e spargeva i suoi doni di Luce e Fortuna su quelle in cui trovava armonia, pulizia ed ordine, così come su coloro che vi abitavano e che nella loro vita coltivavano le stesse buone virtù. Se invece trovava sporcizia, disordine e disarmonia, poteva anche maledirle, ed in ogni caso preferiva allontanarsene, ritirando la sua benedizione, la Fortuna e tutte le cose belle di cui era portatrice.
Per propiziare la sua benevolenza ed il suo ritorno, si usava così lasciare delle offerte di cibo sui tetti e nelle case, oppure, come forse accade ancora, le si lasciava una tazza di latte tiepido, la cui rimanenza veniva data da bere al bestiame la mattina seguente, perché ne avrebbe aumentato la fertilità.



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