mercoledì 30 novembre 2016

QUALI SONO GLI ELETTRODOMESTICI CHE CONSUMANO DI PIÙ? ATTENZIONE AI TELEVISIORI HDR




Quali sono gli elettrodomestici che consumano più energia?

I punti da prendere in esame per calcolare il dispendio energetico sono

- produzione di calore
- dimensioni
- classe energetica

Produzione di calore

Il consumo maggiore, in generale, si ha quando mettiamo in funzione apparecchiature che producono calore, quindi munite di resistenza elettrica. Infatti, chi desidera, il tanto in voga piano di cottura a induzione (cucina elettrica), dovrà anche chiedere un potenziamento energetico.

I principali elettrodomestici con maggior consumo, in base al calore, sono quindi:

stufe elettriche, forni, essiccatori, phon, piastre per capelli, piastre da cucina elettriche, fornelli elettrici, ferro da stiro, lavastoviglie, scaldabagno o boiler elettrico (una delle note più dolenti)….

Dimensioni e Classe energetica

La classe energetica è determinante ma è in funzione alle dimensioni dell'apparecchio. Per esempio, a parità di classe energetica, un frigorifero dalla capacità di 100 litri consuma meno di un frigo dalla capacità di 180 litri. Se però, i frigoriferi presi in esame hanno classi energetiche diverse, questo risultato potrebbe cambiare, in base alla classe energetica di appartenenza, alla funzione che assolvono e anche alle condizioni di utilizzo, (temperatura esterna, presenza di polvere, umidità…).

Prendiamo ora in esame alcuni fra i più comuni elettrodomestici, ed analizziamo il loro dispendio

Watt e KWh

Nozione generale

La differenza tra il watt (o il kilowatt) e il kilowattora (kwh) sta tutta nell'elemento tempo: la potenza di un elettrodomestico (espressa in watt o kilowatt) si traduce in consumo di energia (espresso in kilowattora, kwh) solo quando l'elettrodomestico viene fatto funzionare durante un certo arco di tempo.

Cosa paghiamo

In termini pratici, il kilowattora (kwh, che è quello che alla fine paghiamo) rappresenta l'energia che si consuma facendo funzionare per un'ora un elettrodomestico da 1000 watt (ossia da un kilowatt, 1 kw), oppure facendo funzionare un elettrodomestico da 100 watt per dieci ore, o ancora uno da 200 watt (come un Pc) per 5 ore, o uno da 2000 watt (come un forno elettrico) per mezz'ora, e così via.

Un aspirapolvere da 1000 watt, per esempio, tenuto acceso per un'ora consuma un kilowattora (1 kwh) esatto. Una lampadina da 100 watt impiegherà invece 10 ore per consumare un kwh, un asciugabiancheria da 3000 watt tenuto acceso per mezzora consumerà 1,5 kwh e così via.
Poichè su ogni elettrodomestico possiamo leggere i suoi watt (o i kilowatt, kw) di potenza, il calcolo di quanti kilowattora (kwh) può consumare un certo apparecchio, tenuto acceso per un determinato tempo, non dovrebbe risultare troppo complicato e con un po' di pratica si può arrivare a farlo a mente in modo abbastanza naturale.

L'importante è ricordare sempre che alla fine quelli che paghiamo sono i kwh consumati, dati dalla potenza (in kilowatt, kw) dei nostri elettrodomestici, moltiplicata per il numero di ore che li teniamo accesi.

Il costo medio del kwh

Per sapere quanto ci costa non rimane altro che inserire nel calcolo il costo medio di un kwh. Il costo di un kilowattora per uso domestico è un valore variabile in base a una serie di fattori, ma in linea di massima in questo periodo può aggirarsi mediamente intorno ai 17-18 centesimi. Per facilità di calcolo e per tenerci larghi, per i conti a occhio possiamo considerare un costo di 20 centesimi per kwh. Questo significa che un elettrodomestico da 1000 watt (un aspirapolvere, un asciugacapelli, un ferro da stiro), ci potrà costare mediamente sui 20 centesimi l'ora, uno da 100 watt (una lampadina, un televisore) intorno ai 2 centesimi l'ora, e uno da 3000 watt (una lavatrice, una lavastoviglie) intorno ai 60 centesimi l'ora.




Una volta stabilito il consumo, stabilire come impattano sulla nostra bolletta è proporzionale all'uso.
Spesso si crede che apparecchi come il ferro da stiro e il forno elettrico abbiano un grande impatto, in realtà, si tratta di elettrodomestici che assorbono molta corrente ma che influiscono poco sui consumi poiché vengono usati con poca frequenza. Ci sono elettrodomestici più subdoli come phon, televisiori, stereo che in proporzione incidono maggiormente, e su cui potremmo agire.
Agire su un frigo è impossibile, ma su quanto tenere una TV accesa si.

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Quanto consuma un televisore


Ci possiamo basare, per avere una media, sui consumi stimati calcolando 4 ore di accensione al giorno su 360 giorni.
Prendiamo  come  esempio  un  apparecchio con diagonale dello schermo di 102 cm (circa 40 pollici) con un  sintonizzatore/ricevitore  e  privo  di  hard  disc.  Nella  seguente  tabella  sono paragonati i consumi ed i relativi costi annuali per l’energia elettrica a seconda che il televisore appartenga alla classe A+++, A++, A+ e A e per  confronto  alla  classe  G,  anche  se  apparecchi  appartenenti  alle  classi  inferiori alla D non possono più essere immessi sul mercato comunitario.



Diviene però importante fare la distinzione fra LCD, plasma, HDR. Un televisore al plasma da 42", invece consumerà il doppio di quello a cristalli liquidi.
Un televisore a led, infine, consuma quasi la metà rispetto a un televisore LCD. Degli HDR parleremo tra poco.

Qualsiasi TV scegliate, vi sono delle facili accortezze grazie alle quali si potrebbe risparmiare sulla bolletta energetica. Per prima cosa, verificate nelle impostazioni del televisore se vi sono impostazioni per il risparmio energetico. Calibrare, inoltre,  al meglio la riproduzione dei colori può essere un buon tentativo per consumare meno watt, agendo anche sulla luminosità. Ovviamente così facendo non pregiudicate la qualità dell'immagine. Non dimenticate, inoltre, di staccare la spina quando la TV non è in uso, perché anche la modalità di standby, caratterizzata dalla classica lucina rossa, consuma e lungo l'intero anno l'esborso può raggiungere qualche euro del tutto immotivato e inutile.


Importante da sapere sui televisori HDR

Queste sono le indicazioni generali ma tante le variabili anche meno sospette.
Prima di tutto una recente indagine di un gruppo ambientalista statunitense ha rilevato e portato avanti l'accusa che  alcuni televisori come LG, Samsung e Vizio consumano più di quanto dichiarato. All'origine di tutto il sistema di test antiquato, ma non solo. Il test si affida infatti a una clip vecchia di otto anni, che mette insieme 260 brevi scene con tagli frequenti. Ciò impedirebbe al televisore di mettere in campo tutte le sue funzioni, che invece adotta con contenuti reali più lunghi come le trasmissioni sportive, le serie TV, i film o i telegiornali.Il test governativo sarebbe del tutto inefficace per stabilire i consumi reali delle TV moderne, tanto che all'NRDC stimano che, su un periodo di 10 anni, gli utenti americani si ritroveranno a pagare una bolletta energetica più salata di 1,2 miliardi, senza contare "milioni di tonnellate di inquinamento" create dall'uso di questi prodotti.

"NRDC e il suo consulente Ecos Research hanno riscontrato che soli pochi click sul telecomando potrebbero portare molte TV del 2015 e 2016 di Samsung, LG e Vizio a usare fino al doppio dell'energia dichiarata.Secondo l'organizzazione i produttori sarebbero consci dei limiti del test e, seppur senza commettere illecito, riuscirebbero a ottenere determinati livelli di efficienza energetica sfruttandone le falle. In realtà però la situazione sarebbe molto diversa.

Quasi tutti i televisori Samsung e LG hanno infatti una funzione chiamata motion-detection dimming che abbassa o spegne brevemente la retroilluminazione quando il contenuto visualizzato è fatto di rapidi movimenti e frequenti cambi di scena, come nella clip di test e in alcuni spot pubblicitari e video musicali.

Secondo l'NRCD "Samsung, LG e Vizio hanno creato i loro televisori per disattivare le funzionalità di risparmio energetico ogni volta che gli utenti modificano l'impostazione d'immagine standard (cosa che accadrebbe in un terzo delle case statunitensi), facendolo con nessun o poco avvertimento. Questa cosa che può aumentare il consumo di energia dal 50 al 100 percento, o più".

I produttori concepiscono i loro televisori in questo modo per aumentare la luminosità dello schermo, nel tentativo di soddisfare il palato fine dei propri clienti, ma così facendo i consumi aumentano e il test stabilito dal Dipartimento di Energia non è più rappresentativo.

Dalle prove è poi emerso che le ultime versioni delle TV UHD usano dal 30 al 50% di energia in più nella riproduzione di contenuti HDR rispetto ai tradizionali contenuti UHD. "Le funzioni di risparmio energetico sono state disabilitate automaticamente, qualunque fosse il contenuto HDR riprodotto. Le TV HDR garantiscono colori più vivi, immagini più luminose e un contrasto maggiore che renderanno il formato sempre più popolare, ma il metodo di test non include i contenuti HDR quindi il maggior uso di energia non viene riflesso"


Quanto consuma la lavastoviglie


Sicuramente uno fra gli elettrodomestici che consumano di più in fattore elettrico ma con due variabili importanti : temperatura di lavaggio scelta, asciugatura si o no. Il consumo giornaliero non è facile da calcolare viste le variabili: dimensioni o capacità di carico, classe energetica, numero di lavaggi, tipo di cliclo usato (ciclo lungo, rapido, eco…). Valuteremo una media, per installazini da 12 coperti. La lavastoviglie invece ha un consumo medio di circa 2kWh

I nuovi modelli di lavastoviglie consumano, per il ciclo più lungo, tra 1,2 e 1,8 kWh rispetto ai 2,5 kWh delle lavastoviglie più datate. I consumi risultano ridotti drasticamente quando si utilizzano i cicli “rapidi” da 45 minuti, in questo caso la temperatura raggiunta è di solito di 45° e il consumo stimato è di soli 0,7 kWh.
I modelli in classe A+++ sono il 30% più efficienti dei modelli in classe
A.
Diventa, quindi, oltremodo importante scegliere la classe energetica più alta a disposizione (A+++), magari con un costo iniziale maggiore, ma che sicuramente ammortizzerete brevemente risparmiando energia, oltre che al risparmio di acqua (Sono richiesti 12/14 litri per lavaggio in lavastoviglie, mentre lavando a mano le stesse stoviglie si consumano circa 50 litri). Dal 2011 i vecchi modelli di lavastoviglie di Classe B o Classe D non possono più essere commercializzati. Chi ha in casa ancora una lavastoviglie di Classe B farebbe bene a valutarne la sostituzione.

Per avere un'idea generale, ecco un breve schema tratto da ENEA.



Per risparmiare sulla lavastoviglie  è utile anche evitate di impostare l’asciugatura. Basta aprire lo sportello quando i piatti sono ancora caldi per farli asciugare con il vapore prodotto dallo stesso lavaggio. In questo modo si arriva a risparmiare il 40-45% dell’energia per ogni lavaggio.


Quanto consuma un frigorifero


Gli aspetti da prendere in considerazione sono:

- classe energetica
- capacità
- quante volte apriamo il frigo
- posizionamento nella casa

Ogni volta che aprite la porta del frigo entra calore e il motore del frigorifero dovrà faticare (bruciare più energia) per ripristinare i livelli di fresco impostati, se poi messo vicino a fonti di calore il tutto viene raddoppiato), come accade in estate, quando lo sbalzo termico è maggiore.

Quando infatti leggiamo i consumi indicati dal fornitore sono in qualche modo non esatti e veritieri. La casa fornisce la quantità elettrica richiesta dall'elettrodomestico ma calcolata in ambiente e condizione da laboratorio, ovvero senza apertura frigo, sbalzo termico.. quindi il consumo elettrico sarà sempre più alto di quello esposto, dipendente dalle vostre abitudini.

In generale, comunque, un frigorifero di classe energetica A+++ consuma meno di 138 KWh/anno, quelli di classe A++ da 188 a 263 kWh all’anno, sempre considerando un uso continuo 24/24 tipico del frigorifero. Per i consumi di un frigorifero di classe A+ i consumi vanno da 275 a 343 kWh all’anno. I modelli in classe A+++ sono il 60% più efficienti dei modelli in classe A.




Per ridurre i consumi quindi importante la scelta della classe energetica, il posizionamento in cucina (più lontano possibile da fonti di calore), non riempite troppo il frigo( più è pieno e maggiore è la quantità di energia necessaria per mantenere la temperatura desiderata), riducete il numero delle aperture, non introducete cibi caldi o tiepidi. Tenere il termostato ad 1, comunque bastano i 3/5 gradi, quella del congelatore tra i -18° e i -15°C. Di più non serve, è solo un inutile spreco.

    In inverno le temperature esterne rigide ci mettono a disposizione un frigorifero naturale. Sfruttiamolo, evitando così di riempire il frigo.


Quanto consuma la lavatrice


Come al solito la classe energetica è importante come non mai, visto che come per la lavastoviglie, si parla di elettrodomestici che producono e lavorano in base al calore. I modelli in classe A+++ sono il 32% più efficienti dei
modelli in classe A. La lavatrice ha un consumo medio che è di circa 2 kW.
Il consumo annuale di energia è calcolato per una combinazione di lavaggi
con i programmi “cotone a 60°C” a pieno e a mezzo carico e “cotone a 40°
C  a  mezzo  carico”;  vengono  anche  considerati  i  consumi  nelle  modalità 
“spento/off” e “sempre acceso” (o “left-on”), quando cioè la macchina
viene dimenticata accesa dopo aver rimosso i panni.
Prendiamo,  come  esempio,  un  apparecchio  di  libera  installazione  da  6  kg.  Nella  seguente  tabella  sono  paragonati  i  consumi  ed  i  relativi  costi  annuali  per  l’energia  elettrica  a  seconda che la lavatrice appartenga alla classe A+++, A++, A+ e A e per  confronto  alla  classe  D,  anche  se  apparecchi  appartenenti  alle  classi  inferiori alla a non possono più essere immessi sul mercato comunitario.



Considerando  invece  un  apparecchio  sempre  di  libera  installazione  con 
capacità di 9 kg i consumi saranno:




Scegliendo quindi un modello in classe “A+++” potremo spendere per
l’energia elettrica un terzo in meno di quanto spenderemmo con un modello
di classe “a”, e circa la metà di un vecchio modello in classe “D”.



Anche in  questo caso si parla di indicazioni, poichè  il consumo di energia indicato è quello misurato in condizioni di laboratorio e per i cicli di lavaggio a 60°C e 40°C. Il consumo reale può essere diverso in quanto dipende dalle modalità e  dalla  frequenza  di  utilizzo  e  soprattutto  dalla  temperatura  di  lavaggio scelta. Il ciclo a 90°C, se ancora utilizzato, va impiegato
solo per tessuti di cotone estremamente sporchi, e si deve calcolare
un consumo energetico e un relativo costo superiori, quasi il doppio
del ciclo a 60°C.

Per ridurre i consumi
. La parola d'ordine è ridurre.. acqua, detersivo e temperatura.
Diminuendo la quantità d’acqua è necessaria meno energia per portarla alla temperatura prescelta per il lavaggio ed è anche sufficiente una minore quantità di detersivo.
Per queste ragioni, al momento dell’acquisto, è sempre meglio preferire modelli di recente produzione, che ormai assicurano un consumo d’acqua e detersivo estremamente contenuti e di cui sono noti sia il consumo di energia che la capacità di lavare.
Diminuendo il detersivo, perché con le nuove lavatrici ne basta una minore quantità, possiamo ottenere un doppio vantaggio:diminuire le spese e contribuire al rispetto dell’ambiente.
Diminuire la temperatura porta un consumo inferiore per scaldare l'acqua.
Ciò che non dobbiamo ridurre è il carico. Fare sempre lavatrici a pieno, perchè il mezzo carico non vuol dire mezzo consumo.

Quanto consuma l'asciugatrice

La  nuova  etichetta  energetica  è  obbligatoria  sulle  asciugatrici  per  uso 
domestico immesse sul mercato comunitario dal 29 maggio 2013. Devono
essere  etichettati  gli  apparecchi  alimentati  dalla  rete  elettrica  e  a  gas, 
compresi  quelli  venduti  per  uso  non  domestico,  inclusi  gli  apparecchi  a 
incasso. Sono escluse le lavasciugatrici e le centrifughe per uso domestico.
Sono possibilie tre diverse etichette per le asciugatrici a seconda che siano
a condensazione, a evacuazione o a gas (in Italia non presenti).
In termini economici, scegliere un' asciugatrice più o meno efficiente può
comportare un notevole risparmio. Prendiamo come esempio un apparecchio
di libera installazione, ad evacuazione, da 6 kg. Nella seguente tabella sono
paragonati  i  consumi  ed  i  relativi  costi  annuali  per  l’energia  elettrica  a 
seconda che l’asciugatrice appartenga alla classe A+++, A++, A+ e A e per
confronto alla classe D, anche se apparecchi appartenenti a questa classe non
possono più essere immessi sul mercato comunitario4 dal 1 novembre 2013.




I consumi di un apparecchio  a  condensazione,  sempre  di  libera  installazione e capacità 6 kg, di classe A+++, potranno arrivare ad essere inferiori a 141 KWh/anno, quindi con un costo inferiore ai 25 euro.


Anche in questo caso, si tratta sempre di stime da laboratorio, quindi suscettibili di variazioni in base alle scelte personali di programma impostato.

Il risparmio possiamo averlo riducendo il possibile l'utilizzo. Si tratta di un elettrodomestico sempre più diffuso, ma cerchiamo di limitarlo ai periodi di emergenza, o in situazioni di umidità eccessiva in casa.
Centrifugare il più possibile (almeno a 700 giri) i capi, in modo da ridurre l'asciugatura.

Quanto consuma l’aspirapolvere

E’ da settembre 2014 che sono fuorilegge gli aspirapolvere da 1600 watt e dal 2017 – 2018 il limite massimo dei consumi elettrici dell’aspirapolvere dovrebbero abbassarsi a 900 watt.

Non crediate che abbassando il limite di potenza assorbita gli aspirapolvere possano essere meno efficienti. Le direttive europee vogliono fare pressione sui produttori affinché possano commercializzare tecnologie più efficienti che regalano alte prestazioni con bassi consumi. Insomma, tra tre anni un aspirapolvere da 900 watt riuscirà a pulire casa come oggi riesce a fare un aspirapolvere da 1600 watt. La potenza non serve senza l’efficienza. In media un’aspirapolvere consuma al massimo 62 kWh all’anno.

Quanto consuma un deumidificatore

Chi ha problemi di umidità in casa si sarà certamente chiesto quanto consuma un deumidificatore al giorno oppure se è vero che un deumidificatore consuma meno di un climatizzatore automatico. Tutte domande lecite. In teoria, un deumidificatore elettrico consuma meno di un climatizzatore e elimina l’umidità in casa anche meglio: è nato proprio per quello! Tuttavia non si può generalizzare, perché se in casa avete un deumidificatore che ricorda il secondo dopoguerra… sicuramente dovreste aggiornare il prodotto!

Diciamo subito che i deumidificatori non devono stare accesi 24/24h. Per i primi giorni a seguito dell’acquisto, gli esperti consigliano di tenerlo acceso sempre (24/24h), così da eliminare tutta l’umidità in eccesso formatasi col tempo. Dopo questa prima fase, vi basterà misurare l’umidità in casa per poi attivare il dispositivo a ore alterne. Da questa premessa capirete che è difficile dirvi quanto consuma un deumidificatore in un giorno perché non sappiamo quante ore è attivo e neanche il lavoro che deve svolgere.

Se il vostro deumidifcatore è un modello da 300 W, vuol dire che in un’ora di esercizio consuma 0,3 kWh ma solo nella prima ora di funzionamento, e qualcosa in meno nelle ore successive.


Quanto consuma il forno elettrico

Il consumo del forno elettrico varia in base alle dimensioni, alla classe energetica, alle temperature e ai tempi di utilizzo. Un forno elettrico non consuma elettricità in maniera costante, ne assorbe di più all’inizio quando usa al massimo le resistente per riscaldare. Così, un forno elettrico settato a 180°C di temperatura può consumare 800 Wh nei primi 20 minuti, ma solo 1 kWh (1000 Wh), dopo 60 minuti e 1500 Wh dopo 90 minuti.

I consumi dichiarati con le classi energetiche vedono un consumo fino a 60 kWh all’anno per fornetti elettrici (12 – 35 litri) di classe A, fino a 80 kW per forni piccoli  (12 – 35 litri) di classe B.

Se parliamo di un forno elettrico medio (35-60 litri), i consumi salgono a 80 kWh annui per la classe A e fino a 100 kWh annui per la classe B. Il forno elettrico da cucina che di solito ha una capacità di 60 litri o oltre, prevede consumi annui fino a 100 kWh per la classe A, fino a 120 kWh per la classe B. Queste sono le stime ufficiali riferite con le etichette energetiche e si riferiscono a 100 cicli di cottura, quindi per chi usa il forno circa 2 volte a settimana.

Quanto consuma il forno elettrico per cuocere un alimento?

Se usate un forno elettrico da cucina per una cottura di un’ora a 200 °C potrà consumare dai 0,9 kWh a 1,5 kWh (in base alla classe energetica); questi consumi si traducono in bolletta con un prezzo che va dai 0,20 euro a un costo di 0,33 euro, considerando il prezzo medio di un kilowatt/h di 0,22 euro (22 centesimi di euro).

Quanto consuma il condizionatore

Stimare i consumi di condizionatori e climatizzatori è ancora più difficile! Qui i consumi non variano solo in base alla classe di efficienza energetica, alla capacità/potenza del climatizzatore (in termini di BTU e potere raffreddante), alla tecnologia inverter e alla temperatura richiesta in base a quella esterna…. il consumo di un condizionatore dipende anche dal grado di coibentazione di una stanza.

Più isolata sarà la stanza (cappotto termico, infissi coibentati, serramenti ad hoc) e meno energia si dissiperà, al contrario, meno isolata sarà una stanza (porte aperte, finestre a vetro singolo, spifferi..) più elettricità verrà consumata dal condizionatore. Un condizionatore, soprattutto con tecnologia inverter e classe energetica A+++, non consuma poi così tanto quanto si crede.

Se prendiamo in esame il classico condizionatore con split dal potere di raffreddamento di 5,7 kWh, raffreddato a aria, in 500 ore consumerà circa 321 kWh se di classe A++.  Purtroppo per lo stesso potere di raffreddamento i consumi aumentano vertiginosamente se si parla di condizionatori o climatizzatori di vecchia generazione: un vecchio classe A consuma fino a 890 kWh per le stesse 500 ore di attività!

Come risparmiare sul condizionatore?

Cercate di isolare al meglio porte e finestre, rispettate la classica manutenzione e ricordate di pulire il filtro del condizionatore almeno una volta all’anno.
Per consumare meno sul climatizzatore (o condizionatore) ricordatevi di pulire anche l’unità esterna. In questo caso vi potrebbe servirà l’aspirapolvere: non dovrete smontarla solo rimuovere la polvere che rallenta o affatica il moto delle eliche. Altre piccole accortezze  riguardano la temperatura (oltre che per un fattore salute), cercate di non superare i 6-7°C di differenza tra la temperatura esterna e quella interna: in questo modo non affaticare l’apparecchio e non provocar un enorme dispendio energetico.
Il condizionatore e gli split interni non devono essere esposti ai raggi diretti del sole, in quanto questi possono ridurne l’efficienza; è preferibile che vengano posizionati nella parte alta delle pareti, perché l’aria fredda, essendo più pesante di quella calda, tende a scendere. Ciò significa che se l’aria fredda viene emessa già ad altezze basse, si troverà ad avere temperature più basse all’altezza delle gambe e delle caviglie mantenendo alte temperature all’altezza della schiena e delle spalle.

Quanto consuma un computer fisso e portatile

Un computer da tavolo medio consuma sui 250-300 W - ma vi sono modelli che assorbono fino a 400-450 W - più 40-90 W per il monitor LCD, a seconda delle sue dimensioni. Naturalmente, il consumo reale varia in base all'utilizzo, poiché a pieno carico il consumo sarà molto superiore a un PC a riposo o che sia impegnato, ad esempio, in una normale navigazione Internet. Se l'elettricità costa 0,25 €/kWh, allora usare il PC a pieno regime per 8 ore al giorno comporta una spesa di 180-300 €. I computer da tavolo, comunque, consumano energia anche quando sono spenti, poiché una parte della scheda madre resta accesa in attesa di un'eventuale pressione del tasto di accensione o di segnali dalla rete, e tale consumo è di 3 watt, se non il doppio, pari a una spesa che arriva fino a 6,5 € l'anno. Un computer portatile da 14", invece, consuma sui 35 W, che scendono a 30 W con il monitor spento o in modalità stand-by, ed a 0,5 W se l'alimentatore (scollegato dal PC) resta collegato alla rete elettrica.

Quanto consuma una consol giochi

Sono spesso sottovalutate, in realtà stiamo parlando di piccoli computer in miniatura, soprattutto le ultime ad altissima definizione. Spossono avere picchi di oltre 200 W quindi 5 volte superiore di un frigo efficiente  e circa il triplo rispetto a uno con le peggiori prestazioni: per tale motivo lasciarla sempre accesa, calcolando un costo di 0,25 €/kWh, comporta una spesa di ben 415 € l'anno! La X-Box, con i suoi 185 W è risultata una delle più voraci di energia, mentre la console Nintendo Wii consuma 10 volte meno rispetto alle sue sorelle di Sony e Microsoft: appena 18 W. In pratica, con la sola eccezione della Nintendo una console di videgiochi consuma quanto un computer da tavolo. In modalità stand-by, tuttavia, la sorpresa è la Nintendo, che consuma ben 9 W (contro i 2 W delle altre).

Quanto consuma un decoder satellitare o digitale terrestre?


Un decoder per la televisione satellitare o per il digitale terrestre in stand-by consuma 3-5 W, mentre acceso può arrivare a 15-20 W. Ma vi sono delle eccezioni, come i più diffusi decoder HD satellitari, che consumano 20 W anche in stand-by, un dato inaccettabile considerato che una volta spento un tale consumo non è giustificato. Un decoder HD del genere consuma in stand-by 175 kWh l'anno, pari a una spesa annua di  circa 43 €. Nei decoder il consumo in modalità acceso non varia quindi molto rispetto al consumo in modalità stand-by. Il decoder, infatti, ha la necessità di essere sempre disponibile per gli aggiornamenti del software, ragion per cui i produttori consigliano di tenerlo sempre collegato alla rete di alimentazione (in realtà non è necessario, il software può venire aggiornato automaticamente quando viene riacceso). Esistono comunque dei modelli di decoder che in modalità stand-by riducono davvero i consumi ed altri dotati del pulsante on/off che permette di spegnerli completamente.


Risparmiare sui Consumi
Acqua, elettricità, riscaldamento. Energie alternative. Usare gli eletrodomestici. Riciclare e produrre "fai da te"

Altri consumi

Quanto consuma un asciugacapelli

Il phon è un elettrodomestico che in una famiglia può essere usato anche  più volte al giorno con consumi non indifferenti. La maggior parte degli asciugacapelli in commercio infatti (se si escludono quelli da viaggio) è in un range di potenza compreso tra i 600 e i 2200 watt, ovvero una volta accesi possono impegnare circa i due terzi dell’energia dell’abitazione (la normale fornitura per abitazioni è di 3 kW/h). In termini di consumi, se consideriamo un phon da 2000 watt utilizzato per mezz’ora al giorno (con un costo dell’energia di 18 centesimi al kW/h più iva trasporto e dispacciamento, superiamo i 20/25 centesimi al kW/h) per 365 giorni l’anno, scopriamo che questo elettrodomestico può pesare sulla nostra bolletta tra i 75 e i 90 euro, praticamente più di un frigorifero o una lavatrice in classe


Non dimentichiamo i vampiri energetici: gli stand by
Solo per avere una vaga idea ecco una brevissima tabella da aggiornare ad un prezzo medio di KWh 0,18 invece che 0,14

La TV consuma 100 Watt quando è accesa, 10 Watt quando è spenta e 10% in standby.
La luce del monitor LCD consuma 27,6 Watt se accesa, solo 1,13 Watt se spensa e il 4% in modalità standby.
Un normale scanner consuma 9,6 Watt, da spento 2,48 Watt e in modalità standby assorbe il 26% dei Watt totali rispetto a quando è acceso.
Un PC consuma da accesso 73,97 Watt, da spento 2,84 Watt e in standby il 4%.
Per un cordless abbiamo un consumo in modalità on di 6,25 Watt, da spento di 2,84, e in standby del 61%.
Una stampante laser da accesa spreca 131,07 Watt, 1,58 Watt da spenta e l’ 1% in standby; di meno quella a getto d’inchiostro, che nell’ordine on, off e stand by si ferma a un consumo i Watt di 6,22 Watt, 5,30 Watt e 10%.
Uno stereo invece arriva a consumare da acceso 22 Watt, da spento 12 Watt e il 50% in standby.
I giochi della console hanno un dispendio energetico di 26,98 Watt se accesi, di 1,01 Watt se spenti e del 4% se in standby.

La radiosveglia in stand-by consuma 6 watt all'ora, pari a circa 9 euro all'anno. Il cordless in ricarica pure: 4 watt all'ora e 6 euro di spesa annua. La macchina da caffè, che per funzionare rimane ogni giorno almeno un'ora in preriscaldamento, ci costa 100 watt all'ora: 5 euro all'anno. Quando è in funzione invece consuma 1.000 watt all'ora.
Il videoregistratore in stand-by si alimenta a 3 watt all'ora, pari a 5 euro l'anno in bolletta.
Un telefono cellulare in ricarica mangia 5 watt all'ora, tenendolo acceso circa 5 ore al giorno ci costa circa un euro ogni 1.000 ore (1250).

Ovviamente indicazioni generali, dipende dagli usi personali, ma solo per rendere l'idea

Un dispendio silenzioso ed invisibile, quindi, che va ad incidere sulla bolletta alla fine dell'anno.
Per risparmiare si può scegliere di installare prese elettriche a distacco totale con interruttore, le cosiddette "ciabatte", oppure rilevatori di tensione automatica (easy living)
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Fonti:
http://www.enea.it/it/pubblicazioni/pdf-opuscoli/OpuscoloEtichettaEnergetica.pdf
http://www.tecnologia-ambiente.it/consumo-elettrodomestici

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