venerdì 21 ottobre 2016

IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A TERRA: VANTAGGI, SVANTAGGI, COME REALIZZARLO



Nella maggior parte delle case italiane il riscaldamento dell’ambiente domestico è affidato ai termosifoni che rappresentano il sistema di riscaldamento tradizionale, basato su una diffusione del calore per convezione, ma negli ultimi anni sta tornando in voga il sistema di riscaldamento a pavimento, soprattutto nelle case di nuova costruzione, che, al contrario, diffonde il calore per irraggiamento.


Vantaggi del riscaldamento a pavimento

1) Maggior comfort abitativo
Negli anni '70 venne fermata la distribuzione visti i problemi di salute correlati, ovvro piedi gonfi, emicrania. Oggi è stato tutto risolto grazie alle nuove tecniche di distribuzione calore ed al fatto che la temperatura non ha bisogno di raggiungere alti livelli. Oggi la progettazione e l’installazione deve seguire le normative vigenti della UNI EN 1264, che stabilisce temperatura massima delle piastrelle non superi i 29°C in ambienti quali la camera da letto o il soggiorno. Nei bagni è consentito raggiungere i 33°C per poter avere un ambiente più caldo.

Il riscaldamento a terra dona una temperatura di circa 20° che diffondendosi per irraggiamento darà maggior sensazione di benessere e maggior uguaglianza di calore fra la testa e i piedi, avendo una più equa ed omogenea distribuzione del calore. Il pavimento in inverno sarà sempre tiepido e potrete camminarvi a piedi nudi…

2) Ideale per la salute 
Il riscaldamento a pavimento presenta anche molteplici vantaggi per la salute. La presenza di una diffusione per irraggiamento, quindi a bassa differenza di temperatura che esisterà tra ambiente e pavimento (una differenza di circa 4 °C) non permetterà la formazione di moti convettori, riducendo in questo modo il sollevamento di polveri fa sì che non si creino polveri che, sollevandosi, possano far nascere allergie. L’assenza di differenze di temperature all’interno della casa fa sì che non si creino muffe e la minore umidità dovuta ad una distribuzione più equa del calore fa sì che la presenza di acari sia quasi ridotta a zero.
Con il riscaldamento a pavimento, l’aria non si riscalda e conserva quel tasso di umidità indispensabile per fare cadere le particelle nocive nell’aria, con ovvi benefici per la nostra salute (e soprattutto per chi soffre di allergie!).

3) Vantaggio economico-energetico ed ambientale
Nonostante ci siano delle spese iniziali di acquisto superiori (anche 50%) rispetto a quelle previste per i sistemi di riscaldamento classici ( infatti si ha la possibilità di ammortizzarle entro un arco di tempo limitato grazie al risparmio energetico con esso conseguibile)in vantaggio economico rimane molto alto.
E’ possibile stimare che, grazie ad un risparmio energetico quantificabile nell’ordine del 25% all’anno, nell’intero ciclo di vita di un impianto di questo tipo, il risparmio complessivo che l’utente può realizzare – anche al netto di eventuali incentivi di legge – possa arrivare al 35% del totale costi di periodo.

I risparmi derivano soprattutto dalla possibilità di avere una temperatura della caldaia compresa tra i 30° e 40° (un impianto tradizionale raggiunge la temperatura di 70°); inoltre, la temperatura dell’ambiente è di 20°, 2° in meno rispetto a quella percepita con un impianto tradizionale; in più c’è la possibilità di usare energie rinnovabili (come il calore terrestre o l’energia solare) e di godere di incentivi statali.

4) Due impianti in uno
Con il solo impianto avrete d'inverno un impianto riscaldante, d'estate di raffrescamento, semplicemente imettendo acqua fredda (anche 15-17°C) al posto dell'acqua calda, con notevole vantaggio economico rispetto all'utilizzo dei condizionatori

5) Più spazio e libertà di arredoIl pavimento può essere del tipo che volete. Questo tipo di sistema non pone limitazioni nella scelta del rivestimento dei pavimenti se non quelli con resistenza termica superiore al valore di 0,15 m2K/W. L’unica cosa cui fare attenzione, nel caso vogliate posare un pavimento in parquet, è che la posa vada fatta da un parquettista abile, utilizzando dimensioni ridotte, in quanto il pavimento deve essere stabile e ben posato per prevenire la possibilità che si “alzi”.


Svantaggi del riscaldamento a pavimento


1) Costi ancora alti
Sicuramente lo svantaggio maggiore è dato dai costi iniziali ancora alti.
C’è da dire, però, che i costi onerosi che si sopportano all’inizio e che sono circa del 60% più alti di quelli normali saranno poi ammortizzati nel corso degli anni quando vi accorgerete che comunque consumerete meno energia e quindi le utenze saranno molto meno costose del solito (il risparmio si aggira intorno al 30-40%). Sono previsti comunque ecobonus sino al 2021

2) Danni all'impianto potrebbe voler dire rimozione di parte del pavimento

I possibili danni alle tubazioni obbligano a rimuovere almeno in parte il pavimento, per questo quando si progetta il riscaldamento a terra è sempre bene avere scorta di piastrelle.
Naturalmente, in caso di guasto alle tubature, è indispensabile avere conservato una piantina del progetto per minimizzare l’invasività dell’intervento.

3) Pavimento in parquet

Come detto devono essere a regola d'arte , questo è l'unico inconveniente a livello di pavimentazione. Si deve preferire un legno più “stabile”, cioè più resistente ai cambiamenti di temperatura, come ad esempio il teak. Comunque sia con giusti accorgimenti si può godere tranquillamente del caldo legno anche con il riscaldamento a terra.. anzi, il legno creerà un ambiente decisamente ancora più confortevole e sano.

QUALE PAVIMENTO SCEGLIERE PER RISCALDAMENTO RADIANTE A PAVIMENTO: MARMO, PIETRA GRANITO O PARQUET


4) Rialzo della pavimentazione
In generale richiede un rialzo della pavimentazione di 5 cm. Questo può essere un problema quando si effettua in ristrutturazione e non casa ex-novo.
Tuttavia oggigiorno gli spessori vengono via via sempre più ridotti, alcuni impianti elettrici hanno uno spessore di soli 3 mm.

5) Sempre acceso
A differenza dei termosifoni che possono essere accesi o spenti a piacimento, il sistema radiante non può essere acceso ad intermittenza.
Va tenuto acceso almeno per un giorno affinché riscaldi l’ambiente e va tenuto in funzione una volta raggiunta la temperatura desiderata (ciononostante, consente risparmi energetici consistenti, come spiegato, stante la necessità di riscaldare meno l’acqua o il filo elettrico).

6) Lentezza nel raggiungere la temperatura

Proprio perché la caldaia lavora a temperature inferiori rispetto al classico impianto basato sui termosifoni raramente supererà i 40°C, il raggiungimento della temperatura ideale sarà più lontano nel tempo. Questo lo rende poco adatto per le seconde case o comunque con case poco abitate.


Impianti di riscaldamento a pavimento

Gli impianti di riscaldamento a pavimento si distinguono in due tipologie:

  •     impianti di riscaldamento a pavimento di tipo tradizionale, collegati a una caldaia di riscaldamento centralizzato o alla rete di riscaldamento municipale
  •     impianti di riscaldamento a pavimento elettrici


→ Impianti di riscaldamento a pavimento tradizionali

Con gli impianti di riscaldamento a pavimento di tipo tradizionale, tubi rigidi o flessibili vengono inseriti al di sotto a un rivestimento finale e collegati, tramite un distributore, alla caldaia del riscaldamento centralizzato o alla rete di riscaldamento municipale. Tali tubi possono venire incorporati nei pavimenti in due diversi modi:   
1. annegandoli (senza polvere) nel massetto (anidrite e/o sabbia e cemento)   
2. usando un sistema di installazione, con cui i tubi rigidi o flessibili vengono fissati a una maglia in acciaio galvanizzato e poi ricoperti con un rivestimento finale.
  • Come vengono alimentati i tubi del riscaldamento a pavimento?

I sistemi più innovativi infatti sono studiati appositamente per prevedere alimentazioni diverse dalla tradizionale caldaia. Il riscaldamento a pavimento quindi può essere alimentato anche:

  •     Con termostufa
  •     Con pannelli solari
  •     A energia geotermica
  •     Con pompe di calore

 La termostufa può essere alimentata a gas o a biomassa, oppure, in alternativa, il sistema di riscaldamento a pavimento può sfruttare acqua calda prodotta dall’impianto solare termico. Le fonti energetiche da sfruttare per riscaldare casa con un impianto a pavimento sono molteplici ma la rete elettrica è tra le soluzioni più immediate.
  • Come funziona il riscaldamento a pavimento ?
 Il funzionamento è in ogni caso sempre lo stesso:
  •     L’acqua giunge alla caldaia, dove viene adeguatamente termoregolata
  •     L’acqua con la nuova temperatura viene poi convogliata in apposite serpentine sistemate appunto nelle solette dei vari ambienti della casa
  •     Il calore o il freddo vengono diffusi quindi per conduzione dalle serpentine a tutto il pavimento, per poi passare di conseguenza all’aria e all’ambiente


→ Impianti di riscaldamento a pavimento elettrici

Nel caso degli impianti di riscaldamento a pavimento elettrici, il calore viene generato da cavi riscaldanti. Tali cavi sono fissati su pannelli di riscaldamento (spessi 3,5 mm e facilmente applicabili al di sotto del rivestimento finale, da incorporare nel collante) o, nel caso di superfici più ampie (oltre 10 m 2 ) – con cavi di riscaldamento non fissati in posizione e distribuiti in serpentine sulla superficie da riscaldare.

Per evitare la dispersione di calore verso il basso e per favorire una termoregolazione adeguata, è sempre collocata sul sottofondo una piastra di pannelli isolanti e su questa vengono fissati i tubi che porteranno l’acqua, o stesi i rotoli radianti.

L’isolamento termico (ma anche acustico!) è garantito sia verso il basso che verso le pareti. Il pavimento che conterrà l’impianto è denominato nei sistemi moderni “galleggiante”: si tratta infatti di una pavimentazione sopraelevata rispetto alla soletta originaria, formata da pannelli facilmente smontabili per ispezioni, controlli e riparazioni.

Cosa valutare nella progettazione di un impianto a pavimento


Gli elementi da considerare al momento della scelta e della progettazione di un impianto a pavimento, sono molti e vanno valutati sia da chi paga i lavori, sia soprattutto dal professionista chiamato in causa. E’ bene però che chi decide di dotare la propria abitazione di un tale sistema, sappia quali sono le valutazioni che il professionista deve fare, in modo da poter capire eventuali inefficienze. Gli elementi da considerare per la posa di un impianto a pavimento, sono quindi:

  •     Spessore dei pavimenti e dei solai, tra un piano e l’altro
  •     Destinazione d’uso degli ambienti
  •     Orientamento dell’edificio
  •     Stato e condizioni della muratura esterna
  •     Dimensioni dei locali
  •     Eventuale necessità di una barriera all’umidità

In base a tali elementi va scelta la tipologia di impianto più adatta alle singole situazioni, con attenzione a ogni dettaglio: se vengono trascurati anche solo dei particolari, può venire compromessa l’intera resa dell’impianto.

Una volta completato l’intero impianto non resta che posizionare il pavimento: ricordiamo che per questo tipo di impianto l’utente è libero di scegliere il tipo di pavimentazione che preferisce.

Lettura correlata

QUALE PAVIMENTO SCEGLIERE PER RISCALDAMENTO RADIANTE A PAVIMENTO: MARMO, PIETRA GRANITO O PARQUET





Fonte:
http://www.guidaconsumatore.com/casa/riscaldamento-a-pavimento.html







Nessun commento :

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...