martedì 11 ottobre 2016

QUALI SONO LE PRICNIPALI CAUSE DELL'UMIDITÀ E SOLUZIONI DEFINITIVE


Il problema dell' umidità nelle case riguarda sia le costruzioni vecchie sia nuove, proprio perchè le cause sono varie. Una struttura anche se ben coibentata, se costruita su un terreno con una falda sottostante attirerà al 90% l'umido per capillarità.. se costruiamo una casa a ridosso di una montagna avremo attrazione laterale.
Come vediamo quindi tanti sono i fattori che concorrono per avere una casa asciutta.. non solo la famosa ventilazione.

Perchè non trascurare il problema umidità

Danni e costi:

Se vogliamo stare su un discorso prettamente materiale trascurare l'umidità, quale si voglia, comporta un dispendio annuale di soldi non indifferente. Tamponando solamente andremmo ad alimentare un buco nero che ogni anno si allargherà esponenzialmente, in particolare se ci troviamo difronte a cause di di umidità da risalita. Rimandare la risoluzione di un problema o volerlo erroneamente nascondere con cartongessi, contropareti, alcuni intonaci risananti, significa ritrovarselo di fronte nuovamente ma più grave di prima. Oltre ai problemi estetici, nel caso dell’umidità di risalita, si deve considerare l’amplificazione dei costi di manutenzione dell’immobile e delle spese energetiche per il suo riscaldamento.

Salute
L'umidità influisce negativamente sulla salubrità dei locali, crea muffe e tutto questo va ad incidere negativamente sulla nostra salute di adulti e dei bambini, anziani, animali domestici. Queste alcune importanti conseguenze:

malattie respiratorie allergiche
rinite allergica,
asma
polmonite da ipersensibilità
irritazione del naso,
irritazione degli occhi e della gola,
aggravamento patologie reumatiche
emicrania,
difficoltà di concentrazione

Lettura correlata:
I DANNI ALLA SALUTE DELL'UMIDITÀ. NON SOTTOVALUTIAMO LA MACCHIA DI UMIDO


Cause principali dell'umidità

        Sostanzialmente, alla base del problema esistono 4 cause principali, che possono agire distintamente o parzialmente insieme, a seconda dei casi. L’umidità è dunque distinta in:

Meteorica: è dovuta all’acqua piovana che bagnando la parete esterna penetra nella muratura anche per tutto il suo spessore;

Da condensa: si forma per la differenza di temperatura tra l'ambiente interno e la “parete fredda”, per effetto della diversa conducibilità termica e porosità dei materiali. Si può però anche avere condensa di tubazioni sottotraccia;

Da infiltrazione: può dipendere dalla presenza di falde acquifere o da cause impreviste (rotture di tubazioni, fognature, ecc.);

Da risalita (o ascendente): proviene dal terreno (tipicamente falde freatiche) e risale nelle murature per capillarità.

Le prime tre cause sono  legate ad eventi stagionali e straordinari. L'umidità da risalita capillare è invece un fenomeno che si manifesta costantemente durante tutto il corso dell'anno

Le più comuni “cause/effetti” danno luogo a:

-Macchie persistenti sul pavimento (umidità ascendente dal sottosuolo).
-Macchie persistenti sulle pareti dal pavimento in su (umidità ascendente dal sottosuolo).
-Forte erosione dell’intonaco nella parte centrale o alte delle pareti (umidità ascendente in presenza di ventilazione).
-Velatura generale e leggera, uniformemente distribuita (umidità da condensazione).
-Macchie isolate, variabili di tono da un giorno all’altro (umidità alternata da materiali isolati; umidità da condensazione).
-Erosione leggera dell’intonaco in basso, subito sopra il pavimento (umidità da condensazione; più raramente, leggera umidità ascendente).
-Efflorescenze del cosiddetto "salnitro" estese a cordone o a macchia (umidità da penetrazione di pioggia, ma prevalentemente dall’ascendente).
-Efflorescenze di salnitro su mattoni isolati (non è un segno sufficiente per diagnosi di umidità).
-Muffe (da qualsiasi tipo di umidità anche minima coadiuvata anche da ristagno d’aria, scarsezza di luce solare, presenza di base organica).
-Funghi domestici (da qualsiasi umidità purché manchi la ventilazione e sia presente cellulosa).

L’umidità causata da acqua piovana
Le macchie si presentano direttamente nel sottotetto, nel soffitto o vicino alla grondaia. Nei locali sottotetto in edifici con tetto piano in cemento armato, le cause principali di formazione di macchie, aloni di umidità, che normalmente si trovano vicino i muri perimetrali, sono un’impermeabilizzazione malfatta lungo i bordi del terrazzo, l’intasamento o la rottura di un pluviale. In case con tetto in tegole può essere anche uno semplice spostamento dei coppi o lastre.

L’umidità da condensa

Più difficile da rilevare, si distribuisce in genere sulla parete fredda dall’ambiente.
La condensazione è influenzata:
-dall’umidità dell’aria,
-dalla temperatura e dalla ventilazione dei locali,
-dal tipo di materiali che costituiscono la struttura,
-dalle finiture superficiali
-da un effetto sigillante che creiamo in casa

Può accadere che la temperatura interna sia più elevata di quella esterna ( inverno) e ciò causa uno spostamento verso la superficie interna del punto di rugiada (punto in cui il vapore si condensa). Si possono così formare velature umide se i materiali di finitura interna sono impermeabili, oppure macchiature se questi sono assorbenti. Questo accade specialmente in un bagno o in una cucina.
Nel periodo estivo può accadere invece che si genera su muri con grande inerzia termica, sui quali l’aria estiva (con quantità di umidità assoluta alta) condensa.
L’umidità di condensa può formarsi anche al di sotto dei pavimenti, ad esempio sotto le mattonelle, dove la muffa tra le fughe ne crea il distacco, o sotto un rivestimento in parquet, dove si verificano rigonfiamenti dei listelli di legno.

Purtroppo le case moderne sono strutturate per essere sigillanti, spesso abbiamo finestre, controfinestre.. questo effetto ermetico è un grande alleato all'effetto condensa, obbligandoci a deumidificare con apparecchi ed altre soluzioni per evitare muffe.


        Le muffe si formano su pareti che sono soggette ai fenomeni, più o meno visibili, di condensa.

Per eliminare definitivamente le muffe occorre intervenire in tre successive fasi.
-Bonificare, per mezzo di azione chimica e meccanica le pareti con la rimozione di muffe, licheni e funghi con utilizzo di prodotti fortemente alcalini;
-Creare sulle murature un ambiente ostile allo sviluppo delle spore che dovessero successivamente depositarsi;
-Eliminare il ponte termico causa di condensa diminuendo il delta termico del muro.
Casi tipici sono i raccordi parete-tetto o parete-solaio non isolati, che portano ad umidità negli angoli, an­che in locali altrimenti perfettamente asciutti. Il locale sovrastante l’autorimessa è a contatto quindi con un ambiente freddo; dalla localizzazione del problema di condensa descritto emerge che sono ancora presenti ponti termici tra il livello sottostante e quelle superiore. Un intervento risolutore potrebbe considerare le seguenti lavorazioni, atte alla riduzione dell’entità degli stessi ponti termici:
  •     placcaggio con isolante specifico, tipo polistirene, sul soffitto della zona autorimessa;
  •     rimozione del pavimento e sottofondo esistente e conseguente formazione di nuovo pacchetto di isolamento con barriera a vapore in bitume, nuovo sottofondo in argilla espansa, polistirolo e massetto con relativa pavimentazione;
  •     cappottatura esterna delle murature con particolare attenzione a riportare lo strato isolante anche sulle solette dei balconi dove si individuano ulteriori criticità.
        Un consiglio volto ad evitare la formazione di muffe è quello di ventilare spesso i locali, utilizzare materiali traspiranti e correggere le caratteristiche costruttive che generano un punto freddo migliorandone, dunque, l'isolamento.

L’umidità da infiltrazione

Sostanzialmente causata dalla rottura delle tubazioni di impianti idraulici (come il carico e scarico dell'acqua, il riscaldamento e il condizionamento ed i pluviali incassati nella muratura) o da falde acquifere.


L'umidità ascendente


Sicuramente è fra le più difficili da debellare e combattere in quanto interessa di regola i muri diretti alle fondazioni provocando un processo irreversibile di disfacimento degli intonaci e delle malte che legano la muratura. Nel caso si diagnostichi questo tipo di umidità, bisognerà verificare se l’acqua che risale i muri per capillarità, proviene da fonti inesauribili (es.falde freatiche), oppure da ristagni di acqua piovana o da perdite di reti idriche. In alcuni casi l'umidità viene trasmessa lateralmente, dal terreno sul quale la parete è appoggiata (cosiddetta muratura controterra); anche in questo caso l'acqua, dopo aver penetrato il muro lateralmente, risale per via capillare.
La risalita dipende dalla porosità del materiale da costruzione, dalla sua capacità, quindi di assorbire. Un altro fattore che concorre alla risalita dell'acqua è la presenza di sali disciolti nell'acqua contenuta nei capillari. Quando l'acqua arriva in superficie ed evapora, questi sali si cristallizzano; se ciò avviene in superficie si formeranno le classiche macchie bianche visibili, se avviene invece fra muro e rivestimento, la pressione dei sali cristallizzati creerà spaccature, rigonfiamenti, scollature ecc. La risalita nella muratura per capillarità dell'acqua satura di sali dal sottosuolo è un processo continuo. Questi sali, essendo igroscopici, sono la vera causa del danno alle strutture. Infatti, aumentano o diminuiscono notevolmente il loro volume in funzione della maggiore o minore umidità ambientale, e queste continue variazioni  spaccano i capillari causando lo sfarinamento e lo sgretolamento di pitture ed intonaci… e, in casi gravi, di mattoni, tufi, ecc.

A concorrere alla formazione di questo tipo di umidità sono anche alcune tipologie di intonaci o di pitture, particolari tecnici costruttivi errati, interventi edili riparatori sbagliati, realizzati senza una precisa conoscenza degli effetti indesiderati. Ad esempio, in alcuni casi, l’utilizzo di barriere impermeabilizzanti o intonaci deumidificanti creano più danni che benefici. In questi casi, oltre a dover rimuovere i materiali errati, molto spesso l’umidità all’interno della muratura si è propagata molto più rispetto a prima peggiorando la situazione.
In altri casi il problema di umidità di risalita viene semplicemente spostato dalle murature ai pavimenti oppure alle murature attigue. Sembra impossibile ma spesso le murature appaiono belle da vedere, dopo aver solo nascosto l’umidità di risalita con interventi errati, ma gli ambienti diventano insalubri perché ricchi di umidità favorendo così la formazione della muffa.

A volte, basta una giornata umida e i sali, essendo igroscopici, assorbono attirano vapore acqueo dall’aria e fuoriescono sulla superficie dell'intonaco con aloni e sfarinamento delle pitture. Addirittura, riescono a mantenere da soli il muro sempre umido, anche se non c’è più acqua di risalita.

Ed è del tutto inutile tentare di nascondere queste macchie  con successive mani di pittura: in pochissimo tempo i sali riaffioreranno in superficie.
Difficilmente distinguibile dalle altre forme d'umidità che possono essere ugualmente presenti, l'umidità di risalita si manifesta di solito attraverso alcuni segni inconfondibili:

-una continua macchia scura che sale dal piano pavimento verso l'alto della parete;
-una linea di demarcazione (cordone) tra la parte umida e quella asciutta, laddove il tasso d'umidità che risale viene eguagliato dal tasso d'evaporazione. Questa linea non supera di solito la quota di un metro d'altezza restando sotto il livello del davanzale;
-la persistenza, senza variazioni sostanziali d'intensità o d'aspetto relativamente alle condizioni esterne

L'eliminazione, o la riduzione, dell'umidità capillare

Può essere conseguita seguendo due strade concettualmente differenti:

- interventi "indiretti" che non interessano la struttura, tendenti a minimizzare il rifornimento d'acqua del terreno alla struttura, badando contemporaneamente a migliorare l'evaporazione dell'umidità dalla struttura stessa;

- interventi "diretti" sulla struttura, quali:

- interventi chimici: consiste nel praticare lungo i muri,  in linea orizzontale, fori inclinati da 12 mm di diametro, profondi circa i ¾ dello spessore del muro stesso e distanti 20 cm uno dall'altro; nei fori vanno iniettate delle speciali resine siliconiche o epossidiche opportunamente stabilizzate, mediante dei trasfusori a lenta diffusione in modo tale da intercettare tutta la sezione di muro interessata; il tutto viene poi ricoperto con intonaco macroporoso;
- interventi meccanici: taglio del muro ed inserimento di materiali (plastici o metallici inossidabili) di sbarramento all'umidità Il lavoro viene effettuato con una sega da muro montata su un carrello le cui ruote devono appoggiare su una guida che garantisca la costanza della quota di taglio nel muro.
        Si inserisce una lamina di plastica irruvidita nella fessura creata, dopo che questa è stata riempita con malta;  inoltre, si provvede alla generalesostituzione degli intonaci utilizzati con degli altri specifici macroporosi. Il taglio deve essere più basso possibile perché la zona sotto il taglio resta bagnata. Questa soluzione non è applicabile ai muri controterra. L'operazione più delicata è il taglio del muro a causa delle sollecitazioni e cedimenti (e dei successivi assestamenti strutturali) che può subire la struttura, ed è fattibile solo su murature in mattoni, non spessi più di 50 cm. Quest’intervento non può essere effettuato in zona sismica, in quanto espressamente vietato dalla legge.
- interventi elettrosmotici: incremento artificiale della pressione osmotica mediante impiego l’applicazione di un campo elettrico maggiore ed opposto a quello naturale (circa 350 mV per metro lineare contro i 150 mV naturali), che rimanda l'acqua nel terreno e in esso la trattiene. La realizzazione pratica avviene praticando innanzitutto la dissalazione della parete (a mezzo impianto elettrosmotico di lavaggio); poi, inserendo degli elettrodi per tutta la lunghezza del muro interessato dall'umidità e applicando un'opportuna differenza di potenziale. L'elettrodo positivo sarà inserito nel muro (all'esterno o all'interno) ad un'altezza circa pari all'altezza della macchia.
        L'elettrodo negativo sarà inserito nel muro (all'esterno o all'interno) alla quota più bassa possibile, o sotto il pavimento o in cantina.

- intonaci evaporanti, che però vanno impiegati quale completamento delle prime due tipologie d’intervento e non da soli. Un intonaco macroporoso riesce, all'inizio della sua vita, a far evaporare più acqua, prelevata dal muro su cui è applicato, di quanta il muro stesso riesca a prelevarne per capillarità dal terreno su cui poggia.
        In questo modo la superficie dell'intonaco non è mai inscurita dalla presenza di acqua liquida in attesa di evaporare. Tuttavia, l'acqua di risalita capillare porta sempre con sé una certa percentuale di sali disciolti, originariamente presenti nel terreno e nel muro stesso.
        Questi sali, in funzione della loro concentrazione, prima o poi (da pochi mesi a qualche anno), cristallizzano nei macroalveoli ove l'acqua evapora fino a riempirli. Da questo momento in poi, il sale depositato dall'acqua in evaporazione, passando dallo stato amorfo (a volume minore), a quello cristallino (a volume maggiore), premerà sulle pareti dell'alveolo fino alla sua disgregazione. Ciò avverrà quasi contemporaneamente in tutti gli alveoli provocando, così come di fatto avviene, il crollo repentino di intere porzioni di intonaco che presenterà sotto la superficie compatta uno strato sottostante polverizzato.
        Nel caso poi di concentrazioni saline rilevanti, si ha in pochi mesi la rapida formazione di macchie estese di colore dal giallastro al grigio scuro, ed una conseguente alterazione, con rigonfiamenti e polverizzazione, di zone progressivamente più estese dell'intonaco macroporoso applicato. La grande capacità di suzione dell'intonaco macroporoso provoca a volte la risalita, nell'intonaco stesso, del fronte dell'acqua in evaporazione, con trasporto in alto delle macchie relative. Da ultimo l'intonaco macroporoso non può essere utilizzato su pareti interne a causa della grande quantità di acqua fatta evaporare che saturerebbe velocemente l'aria ambiente; e non può essere applicato su pareti controterra per aumento dei suoi difetti intrinsechi.
- Decontaminazione da tutti i sali minerali solubili mediante semplice estrazione fisica attraverso particolari impacchi che sfruttano il principio della micro-capillarità, avendo una porosità interna di 0,3 micron, inferiore a quella di qualunque materiale edile. Questo fa sì che, al contatto con il substrato, la pasta ne aspira la soluzione salina, la quale, una volta evaporata, lascerà i sali entro l'impacco. Si potrà, quindi, rimuovere agevolmente l'impacco con i sali assorbiti, lasciando il muro asciutto e pulito.


Fonte principale :http://www.architettodileo.it/umidita.html

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