sabato 22 ottobre 2016

AGEVOLAZIONI: COME ACCEDERE AL CONTO TERMICO PER L'ACQUISTO DI STUFE A PELLET E LEGNA



Il nuovo conto termico 2016, in vigore per tutto il 2017, rimborsa parte della spesa sostenuta per l’acquisto di stufe a pellet e legna: il calcolo dell’importo va ad analizzare diversi parametri, tra questi la zona climatica di residenza.
Il conto termico per l’acquisto di stufe a pellet e legna, è erogato in forma di bonifico diretto con un versamento sul conto corrente di chi ha eseguito l’acquisto di stufe e caldaie a biomassa. Se l’incentivo non supera i 5.000 euro, sarà erogato in un’unica rata, altrimenti l’erogazione sarà eseguita in rate annuali fino a un massimo di cinque anni.

Con il Conto Termico 2.0 è possibile riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta.
=→ COME CALCOLARE IL CONTO TERMICO

Il calcolo del contributo economico previsto dal nuovo conto termico 2.0 si esegue in funzione:
  •     della potenza nominale della stufa o della caldaia scelta.
  •     Delle emissioni polverose in atmosfera rilasciate dall’apparecchio scelto.
  •     Delle ore di funzionamento calcolate in media in base alla Provincia e al Comune in cui sarà installato il prodotto (zona climatica di appartenenza).

Requisiti: l’incentivo può essere ottenuto per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a biomassa (stufe a pellet e legna) dalla potenza termica fino a 2.000 kWt. In caso in cui la potenza dell’impianto è inferiore a 35 kW, l’incentivo economico sarà erogato in due rate mentre se la potenza supera i 35 kW (senza eccedere i 2.000), l’incentivo sarà erogato in cinque rate.


Per una visione dettagliata scarica
Decreto Ministeriale 16 febbraio 2016 PDF

 Modello esenzione                 


Quando scade il conto termico?

Non c’è una data di scadenza per il conto termico, infatti questo provvedimento non è aggiornato anno per anno (per esempio, conto termico 2015 – conto termico 2016 – conto termico 2017…). Il GSE ha messo a disposizione 900 milioni di euro e con i trend dei dati di vendita di stufe a pellet e caldaie a biomassa, si stima che questa somma possa incentivare l’acquisto di apparecchi riscaldanti per almeno i prossimi dieci anni. In altre parole, il conto termico finisce quando terminano gli incentivi e stando alle stime dello stesso GSE questo dovrebbe avvenire intorno al 2024.

L’impegno di spesa annua cumulata per il 2017 è di circa 17,5 milioni di euro (+0,63 milioni), di cui circa 1,5 milioni di euro (dei 200 mln. disponibili) riconducibile alle Amministrazioni pubbliche e circa 16 milioni di euro (dei 700 mln. disponibili) a Soggetti privati.


Il CT 2.0 prevede incentivi più alti

    fino al 65% della spesa sostenuta per gli "Edifici a energia quasi zero" (nZEB);
    fino al 40% per gli interventi di isolamento di muri e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate, per l’installazione di schermature solari, l’illuminazione di interni, le tecnologie di building automation, le caldaie a condensazione;
    fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico, ecc.);
    anche fino al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici;
    il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA(Pubblica Amministrazione) (e le ESCO che operano per loro conto) e il 50% per i soggetti privati, con le cooperative di abitanti e le cooperative sociali. 

I soggetti che possono richiederlo

I soggetti che possono richiedere gli incentivi del CT 2.0 sono:

  •     Pubbliche Amministrazioni, inclusi gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all’Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nonché le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali;
  •     Soggetti privati.

L’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente dai soggetti ammessi o per il tramite di una ESCO: per le Pubbliche Amministrazioni attraverso la sottoscrizione di un contratto di prestazione energetica, per i soggetti privati anche mediante un contratto di servizio energia previsti dal d.lgs. 115/2008.
Dal 19 luglio 2016 (a 24 mesi dall’entrata in vigore del d.lgs.102/2014), potranno presentare richiesta di incentivazione al GSE solamente le ESCO in possesso della certificazione, in corso di validità, secondo la norma UNI CEI 11352.


Come accedere al conto termico

Per accedere al conto termico basta seguire una procedura online ed è necessario avere le seguenti documentazione da inserire nel portale del GSE (www.gse.it) entro e non oltre 60 giorni dalla data di fine installazione:
  •     fattura di acquisto della stufa a pallet o termocamino
  •     dichiarazione di conformità e fattura dell’opera di installazione del nuovo apparecchio
  •     scontrino di acquisto di pellet con certificazione UNI EN 1491 classe A1 o A2, oppure scontrino di acquisto di legna da ardere
E’ previsto un iter semplificato per gli interventi riguardanti l’installazione di uno degli apparecchi di piccola taglia (per generatori fino a 35 kW e per sistemi solari fino a 50 mq) contenuti nel Catalogo degli apparecchi domestici, reso pubblico e aggiornato periodicamente dal GSE.

Dove reperire le certificazioni appena citate?
Le documentazioni che certificano i requisiti tecnici di stufe, termocamini e caldaie, saranno rilasciate direttamente dal costruttore dell’impianto al momento dell’acquisto.

Per accedere al conto termico, sarà inoltre necessario:
-dimostrare la sostituzione del vecchio apparecchio
-effettuare la manutenzione annuale del prodotto e degli scarichi da parte di personale qualificato e conservare le fatture.

La legge prevede che l’intera documentazione (certificazioni, domande, fatture…) siano conservate per un periodo di 7 anni.
Gli incentivi

Gli incentivi sono regolati da contratti di diritto privato tra il GSE e il Soggetto Responsabile. Gli incentivi sono corrisposti dal GSE nella forma di rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, a seconda della tipologia di intervento e della sua dimensione, oppure in un’unica soluzione, nel caso in cui l’ammontare dell’incentivo non superi i 5.000 euro.
=→ Come si calcola l’incentivo erogato con il conto termico?

Quali stufe possono beneficiare del conto termico?

Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza
Sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:
  •     pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;
  •     caldaie, stufe e termocamini a biomassa  con potenza termica nominale fino a 1000 kW;
  •     sistemi ibridi a pompe di calore.

Installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.
La condizione per accedere al conto termico è che il nuovo impianto dovrà andare a sostituire completamente (o in parte, quando l’impianto è dotato di più generatori di calore) l’impianto di riscaldamento invernale.

Gli interventi devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione e devono essere correttamente dimensionati in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.

Quali stufe e impianti a biomassa possono accedere al conto termico?
Per poter accedere al conto termico bisognerà dotarsi di un apparecchio a biomassa efficiente, in grado di rispondere a specifici requisiti tecnico-ambientali. A tale scopo, al momento dell’acquisto della nuova stufa o del nuovo termocamino, assicuratevi che sia conforme alla normativa di riferimento così da poter usufruire degli incentivi messi a disposizione con il conto termico.

Conto termico e stufe a legna, certificazione
Le stufe a legna che possono accedere al conto termico devono essere cetificate per la conformità alla norma UNI EN 13240 (da verificare al momento dell’acquisto della nuova stufa a legna) e avere un rendimento termico utile maggiore dell’85%.

Conto termico e termocamini a legna, certificazioni
Possono accedere al conto termico i termocamini a legna solo in sostituzione ai camini aperti. In questo caso la certificazione di riferimento prevede la conformità alla normativa UNI EN 13229, da verificare al momento dell’acquisto del nuovo termocamino. Anche in questo caso, l’apparecchio dovrà vantare un rendimento termico utile maggiore dell’85%.


Il GSE ritiene utile segnalare possibili cause di esclusione dalla graduatorie di Registri e Aste, conseguenti l’errato caricamento dei dati o dei documenti necessari all’iscrizione → DM 23 giugno 2016, cause ricorrenti di esclusione dalle graduatorie







Fonte:
http://www.gse.it/it/Conto%20Termico/Conto%20Termico%202.0/Pagine/default.aspx

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